La verità è che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui viene governata la viabilità nel quartiere, a Roma e in quasi tutta Italia.
Ci sono zone con auto in divieto di sosta 24 ore su 24, fermate dell'autobus dove non si può scendere direttamente sul marciapiede, scivoli per i disabili ostruiti, incroci ciechi.
Anche se queste sono cause indirette di morte (e comunque lo sono fino ad un certo punto, perché impedire la visibilità di un incrocio voglio vedere se è diretta o indiretta), non facendo nulla... si partecipa al lassismo generale. E ci si rende responsabili di tutto il resto, della velocità, della guida sotto effetto di alcol o stupefacenti eccetera.
Se so che l'andazzo è quello, di non riuscire a risolvere neanche il micro-obiettivo del divieto di sosta, in nome di un qualche non meglio precisato diritto a poter arrivare in auto ovunque, se l'andazzo è quello, io non sono certo invogliato a vedere la strada come un luogo di regole e responsabilità.
Non stiamo più parlando di quanto sarebbe bello il quartiere, di mettere un fiorellino qua o là. Stiamo parlando di vita e di morte. Vita e morte. Gente che muore ogni giorno, resta ferita, si prende un tumore per l'inquinamento.
Il lentissimo cammino di civiltà passa anche da quelle che sono le cause indirette di morte, è la teoria delle finestre rotte, qui fortemente caldeggiata.
E ci sono responsabilità precise per questo. Ci sono vigili che deliberatamente non fanno le multe, forse per un ordine superiore, per iniziativa propria, non si capisce, amministratori che ugualmente sembrano non porsi il problema. Forse un domani qualcuno chiederà conto di questo. I vigili sono pochi, si dice. Ma non la prendete come una scusa per arrendervi. Prendetelo come un pretesto per essere più agguerriti.
Foto: swhsu
2009-05-03
Le mani sporche di sangue
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2009-04-25
E adesso staccateli
*** AGGIORNAMENTO: il cartello è stato staccato ***
L'associazione di corrieri in bici eAdessoPedala, con velleità ecologiste, si fa pubblicità attraverso manifestini abusivi.
Sugli alberi.
Con le puntine.

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2009-04-14
Lepanto a metà
A Lepanto, qualche giorno fa, mi è sembrato di vedere alcune timide multe alle auto parcheggiate sul marciapiede dal lato della pista ciclabile. Ovviamente ancora niente per quanto riguarda i motorini che ostruiscono le entrate della metropolitana.
Forse il presidio fisso di stanza lì non ha più paura di essere denunciato per omissione, come mi era stato risposto mesi fa quando chiesi perché non venivano fatte le multe. La denuncia per omissione sarebbe dovuta arrivare dai multati, riguardo al fatto che essendoci troppe violazioni sarebbe impossibile multare tutti (e perché mai? Basta un'oretta). Va bene che sono tutti avvocati lì, ma qui forse si esagera.
Oltre all'assurdità in sé della situazione, la cosa grave, sia di non fare multe sia di farne a metà, è il messaggio. Se io so di non essere multato a 50 centimetri dal vigile, si crea, dal punto di vista comunicativo e di aspettative, una spirale dalla quale è difficile uscire. Vagli a spiegare agli agguerriti scooteristi che dal giorno x, se mai sarà, si deciderà di applicare il codice della strada...
Per girare questo post alla polizia municipale e all'amministrazione del municipio, clicca sulla bustina e copia-incolla nello spazio apposito gli indirizzi pmgr1706@comune.roma.it, antonella.degiusti@comune.roma.it, alberto.delgobbo@comune.roma.it
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2009-03-31
F I N E D
Nonostante la rivista sia impegnata anche su temi ambientali:
Se il tempo è denaro, più corri in auto più guadagni. Un'equazione che fila, come dimostrerebbe Furio Honsell nella rubrica MatePratica, finché non arriva la multa per eccesso di velocità che manda all'aria tutto. Qui entra in gioco Trapster, un'applicazione che segnala sulle Google Maps gli autovelox, fissi e mobili. Lo fa con un trillo o una vibrazione, a scelta. Le postazioni sono segnalate in tempo reale dagli utenti registrati, quindi l'archivio (a differenza di quello della maggior parte dei navigatori satellitari) è in costante aggiornamento. Un difetto? Il database italiano degli autovelox mobili è ancora lacunoso.(da Wired, n. 02.09, p. 139)
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2009-03-18
Sempre la solita musica
Ho deciso di non andare più all'Auditorium (salvo per biglietti già comprati), finché non verrà risolta la questione della viabilità lì intorno. Come già detto in un vecchio post, l'Auditorium è un bel posto, e possiamo permetterci di avere un bel posto che funga da volano anche per le altre aree.
Non è una proposta di boicottaggio, ognuno faccia quello che crede. Al limite l'Auditorium, con i suoi milioni di visitatori l'anno, si potrebbe anche permettere di essere boicottato da un piccolo blog. E' semplicemente la presa di coscienza del fatto che anche quello sta diventando un luogo degradato. Non l'interno dell'Auditorium, ma le sue immediate vicinanze. Questo non significa che non sia un problema dell'Auditorium fare pressioni sui vigili perché vengano fatte le multe nelle strade attorno. A mio parere, lo è.
Se non risolviamo i problemi di viabilità di fronte ai posti belli, se non partiamo da lì e se gli stessi posti belli non prendono in mano la situazione, allora i problemi non li risolveremo da nessuna parte. L'Auditorium è anche uno dei posti in cui si fa cultura, e dovrebbe quindi essere sensibile a queste tematiche e capire questa provocazione.
La premesse è che la zona dove si trova l'Auditorium è una di quelle a posti infiniti, quindi non vale nessuna giustificazione: se tutte e tre le sale fossero piene e ognuno avesse un'auto, i posti del Villaggio olimpico basterebbero abbondantemente a soddisfare tutta la domanda. Tanto più che l'Auditorium ha anche un proprio parcheggio interno.
I posti del Villaggio Olimpico, tralaltro, dopo due traverse diventano a pagamento fino alle 19, e quindi sono compatibili con qualsiasi attvità serale. Inoltre, la zona è servita benissimo dal tram 2, e da diversi autobus, come quello che è rimasto bloccato nel video che viene riproposto qui.
Questo post viene girato, per eventuali repliche, a relazionipubblico@musicaperroma.it e a info@musicaperroma.it
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2009-03-10
Sovraffollamento e degrado
Il cartello da manifestazione più lungo della storia. Non fai in tempo a leggerlo che hanno già approvato due delibere.
A parte gli scherzi, la manifestazione c'è stata. Mi sono visto un po' di rassegna stampa e ho ascoltato quello che veniva detto. Cose che mi sembravano sensate, anche se io, un po' per deformazione, punterei di più sul discorso traffico.
Il sovraffollamento ed il degrado del centro è anche figlio della mancata applicazione delle regole già esistenti, ad esempio fare le multe sul lungotevere, dove peraltro c'è un ospedale e prima o poi qualcuno ci rimetterà la pelle (se non ce l'ha già rimessa) per quel inevitabile tempo in più che ci mette per raggiungerlo, anche con l'ambulanza.
Tollerano le auto sul marciapiede all'angolo con viale Trastevere, ad esempio, che costituiscono sia degrado diretto, sia pericolo (ospedale), sia degrado indiretto (sovraffollamento). A parte il degrado diretto e il pericolo, ad un primo livello si potrebbero utilizzare le multe per arginare il sovraffollamento, cosa che comunque non risolve il problema, ma almeno darebbe, oltre che un po' di respiro, un messaggio: in centro ci si va con i mezzi (ci sono comunque infinite possibilità, soprattutto di sera, per lasciare l'auto nei dintorni e prendere un autobus o la metro), in centro si rispettano le regole, e via dicendo. Difficile dirlo ora, con quel bel biglietto da visita ben visibile proprio all'ingresso delle aree più calde.
Questo, ovviamente, non esclude che domani tutti ci vadano con l'autobus, creando lo stesso affollamento. Però sarebbe comunque diverso, si darebbe una linea di tendenza sul centro ispirata alla legalità.
Non è stato fatto, e non mi sembra ci sia idea di farlo. Risultato: esiste un numero di locali sproporzionato rispetto alle reali capacità dell'area, anche perché era possibile sballare i numeri della reale capienza, almeno dal punto di vista dei posti auto. Tornare indietro adesso è molto difficile, perché si creano aspettative su più livelli (utenti e commercianti).
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2009-02-23
La storia siamo noi [aggiornato]
Gli abitanti del centro storico che non ce la fanno più, quindi credo bene o male tutti, hanno indetto una manifestazione contro il degrado, giovedì 26/2/09 dalle 17,30 a Campo de' fiori.
Roma, la città in cui si fanno manifestazioni contro il degrado.
Maggiori informazioni qui [lista in aggiornamento]:
degradoroma.giovani.it
roma.repubblica.it
facebook.com
residenticampomarzio.ilcannocchiale.it
Pur ritenendo la manifestazione sacrosanta, ritiro parzialmente la mia adesione non-ufficiale causa campagna pubblicitaria troppo invasiva (qualche volantino di troppo sulle fermate dell'autobus di l.go Argentina).
Informazione importante: il sito è inaccessibile dal dominio tolleranzapuntozero.org, essendosi bloccato nel corso di una procedura di trasferimento di host. Il tutto dovrebbe risolversi nelle prossime ore
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2009-02-22
Il mondo ci guarda / 3
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2009-02-14
Perché non possiamo non dirci ottimisti
Anche se la situazione è quella che è, ragionando nel lungo periodo non possiamo non dirci ottimisti. Per una serie di motivi.
Raggiungimento del fondo. In primo luogo, non possiamo andare peggio di così. Non un grande argomento, a prima vista. Potrà andare ancora un pochino peggio, diciamo per un altro anno o due, per raggiungere veramente il fondo. Siamo inseriti in un meccanismo tipicamente italiano di soluzione di problemi non in via preventiva, ma in via di cura. Questo sta avvenendo nel lungo periodo, circa da una ventina di anni a questa parte, cioè da quando le macchine hanno cominciato ad aumentare oltre i posti disponibili. Il raggiungimento del fondo non è un momento singolo visibile in maniera evidente, ma significherà semplicemente che la curva degli indignati aumenterà in maniera considerevole, raggiungendo in pochi anni delle soglie critiche. Semplicemente, raggiungere il fondo e poi ci sarà la cura.
Priorità degli interventi. In questo momento storico ci si sta occupando di questioni legate alla velocità e all'alcol. Non è ragionevole trattare solo questi, ma è spiegabile, in quanto apparentemente cause di morte e di disagio più evidenti. Successivamente, risolti - o parzialmente risolti - questi problemi, si arriverà anche alle cause indirette di morte, come l'inquinamento. Nel frattempo le ristrutturazioni dei marciapiedi, a livello progettuale, saranno sempre più belle, perché la capacità progettuale media aumenta, a livello di studi. E quindi saranno necessariamente sempre più incompatibili con le moto e le auto sopra.
Effetto traino. All'interno di sistemi più ampi, come uno stato o un'altra città, vale il principio della distanza, per cui una volta tornati da un viaggio sembra che quel modello non sia più importabile. Si sente infatti spesso dire “eh, ma in una città come Roma...”, per giustificare varie nefandezze. Se però il cambiamento inizierà da una zona di Roma, la differenza sarà più evidente. Questo è un elemento abbastanza casuale, perché dipende dalla circostanza che venga eletto questo o quel presidente di municipio o comandante della polizia municipale che abbia a cuore i problemi della viabilità. Può quindi avvenire domani o mai, ma per la legge dei grandi numeri è ragionevole che avvenga. Può anche avvenire che un pubblico ministero, tornando a settembre da una vacanza in Finlandia, non avvii il meccanismo “cittàcomeroma”, e inizi qualche procedimento per omissione di atti d'ufficio (avrebbe l'imbarazzo della scelta). Anche questo, per la legge dei grandi numeri, è ragionevole che avvenga.
Effetto traino da parte dei cittadini. Io so che oggi ci sono meno di 1.000 indignati in giro per la città, domani ce ne saranno più di 1.000, e in breve 10.000. Su questi temi indietro non si torna. Se fai dei viaggi e vedi come va all'estero, non puoi diminuire il numero di viaggi che hai fatto, ma al massimo aumentarli. Se sei sensibile sull'estetica di una piazza, domani non potrai volerla più brutta. Quando ti indigni è per sempre. A leggere le rubriche di lettere sui giornali sembrano già molti di più gli indignati, in realtà. Il superare alcune soglie critiche significa anche potersi far vedere. Attualmente la gente è spaventata, uno che parcheggia sugli scivoli dei disabili probabilmente potrebbe anche accoltellarti. Diverso se 5 persone si intendono con uno sguardo e spostano il motorino di peso, o restano immobili per non far parcheggiare alla fermata dell'autobus. Uno che ti lampeggia è un matto che ti lampeggia, due che ti lampeggiano sono due matti che ti lampeggiano, tre che ti lampeggiano sono tre matti che ti lampeggiano. Quattro che ti lampeggiano sono quattro persone che ti lampeggiano.
Civiltà e scuola. La civiltà media del mondo aumenta, anche se non sembra. Pensiamo ai progressi fatti rispetto al medioevo. Non mi spiego attualmente come sia possibile che uno parcheggi di fronte agli scivoli per gli handicappati, ma posso immaginare che il sistema educativo scolastico sia investito a sua volta da miglioramenti e da una naturale evoluzione, per cui, ragionando sempre sui grandi numeri, vedo sempre più difficile che si possa ripetere l'errore di non insegnare di non parcheggiare lì. Questo è comunque probabilmente già vero per quelli della mia generazione.
Telelavoro. Salvo scenari socio-politici più catastrofici, ipotizzando una linea del benessere che aumenti costantemente, ci saranno meno occasioni per uscire per forza di casa, e quindi meno traffico anche in questo senso. E ci sarà anche un maggior ordine, la burocrazia funzionerà un tantino meglio, per cui, almeno per le nuove generazioni, guiderò meno con l'ansia di perdere tutti i miei privilegi se non arrivo in tempo e/o non parcheggio vicinissimo e/o non avanzo millimetro millimetro quando il semaforo è rosso.
Gli altri ci guardano. Street-view a parte, l'anomalia sarà documentata e visibile. Si attiverà qualche meccanismo istituzionale di più ampio respiro, un'interrogazione del parlamento europeo, un ricorso alla Corte per i diritti umani e via dicendo. Serviranno dati, si dovranno dare risposte, e questo servirà anche a far aprire gli occhi sul problema.
Il ruolo di ATAC. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi capirà che perde il 20% per inciviltà degli automobilisti, e comincerà a fare la voce grossa.
Il ruolo dei vigili. Probabilmente ora si viene emarginati all'interno del corpo, se si dimostra di lavorare assiduamente. Si sarebbe considerati dei “secchioni”, insomma. Dopo qualcosa cambierà, perché circoleranno in maniera più ampia gli studi sulle malattie, e se la linea del benessere complessivo aumenterà, anche grazie ai primi risultati nella circolazione, capiterà che chi sceglie un lavoro lo sceglie perché gli piace, e quindi sarà più efficiente e più orgoglioso di farlo (questa è ardita, lo so).
Eventi. Purtroppo, e questa è una nota veramente dolente, è molto probabile che alcuni di questi processi avverranno dopo una tragedia. Capiremo che non è molto il caso di tenere le moto parcheggiate sul marciapiede di fronte all'ingresso della metropolitana, quando i mezzi di soccorso resteranno veramente bloccati a Lepanto. Che rettori delle università, funzionari di ministeri, sottosegretari ecc., non esattamente soggetti nel mirino di Al-Qaeda, non è tanto giusto che abbiano un'auto blu, quando una di loro falcerà qualcuno per strada, e via dicendo. La civiltà media del mondo è anche passare dalla cura alla previsione, ma su questo non faremo in tempo.
Foto: Naked_Eyes
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2009-02-10
Dear tourist
Before visiting Rome, consider that if you'll need to go to an emergency department ("pronto soccorso"), the ambulance will pass through this bridge (the hospital is the orange building on the left), where cars are never been fined.
Yes, it's unbelievable.
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