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2009-07-11

Bere e guidare



A proposito della movida, che poi di per sé sarebbe un'espressione anche nobile, non certo associabile a quella specie di orrido mega-parcheggio fuori controllo che diventa Roma la sera.

Via: ibelieveinadv.com

2009-06-25

Chi si chiama in questi casi?

Davvero un bell'esempio. I video non sono stati girati a Prati, ma a Monteverde. Poco cambia, basta andare a p.zza Cavour, a via Porcari o a via Ferrari per vedere scene analoghe.

Inutile aggiungere che chi parcheggia male, in questo modo si sente ancora più giustificato a farlo, anche solo a livello inconscio.

Se la polizia per prima non avverte la missione di fare le multe - non per un legalismo fine a se stesso, ma per questioni legate alla salute - si continuerà a non farne, o a farne pochissime.

C'è un altro elemento, collegato: chi parcheggia male non sa di parcheggiare male, nella maggior parte dei casi, per una specie di generale ignoranza materiale del codice della strada, e per un'altrettanto generale agitazione e fretta nel fare le proprie cose.

In questo modo, però, non lo scoprirà mai di parcheggiare male, se lo scollamento culturale dalla realtà arriva anche a chi dovrebbe ricordarlo.

Questo video, pur nella sua brevità, ci dice molto sulla considerazione che hanno i governanti (in questo caso i "controllanti") della viabilità e del problema della sosta selvaggia.

Semplicemente, il problema non è sentito, perché le forze dell'ordine sono persone come noi. Detto questo, io sono comunque ottimista.

2009-05-20

Del particolare e del generale

Questa volta il XVII municipio non c'entra. Siamo a p.zza Ippolito Nievo, e anche se dal video non si vede granché, c'è un posto di blocco della municipale circondato da auto in sosta vietata, a cominciare da quell'auto scura in non-so-cosa fila, sulla fermata dell'autobus e sul marciapiede. Fanno solo e soltanto la mico-cosa per cui sono stati chiamati a fare.

Ora, non posso sapere con certezza se in questo caso specifico le multe non siano poi state fatte... ma a giudicare dal fatto che le auto lì ci sono sempre, e da come gli stessi vigili parcheggiano di fronte alla propria sede, io un'idea ce l'avrei. Giusto ieri ne ho vista una parlare al cellulare mentre era alla guida.

Peraltro, il posto di blocco converrebbe farlo dentro la corsia preferenziale, visto l'allegro passaggio di taxi a 90 all'ora e misteriose auto blu.

2009-01-17

La madre di tutte le ipocrisie

Nel 2008 ci sono stati due incidenti mortali su via Nomentana, all'incrocio con viale Regina Margherita.

Dopo, sulla scia di alcune polemiche legate a quello specifico incrocio, è stato istituito un presidio fisso, che in sostanza ha il compito non tanto di inseguire, visto che la macchina sta incastrata tra marciapiedi e alberi, ma di intimorire nel senso che lascia i lampeggianti accesi di notte, per cui si presuppone che uno, vedendo i lampeggianti, rallenti.

A parte la sproporzione tra costi e vantaggi effettivi di una cosa del genere, o meglio, svantaggi, visto che è un auto in meno che gira, e gli incidenti avvengono ovunque, il presidio c'è anche di giorno, ma più che altro per il traffico. Un giorno dovremo parlare, dal punto di vista storico-culturale, del fatto che servono dei vigili per evitare che le auto impegnino lo stesso l'incrocio. Comunque, la tolleranza zero per l'incrocio è quella che potete vedere nei seguenti video:



2008-12-26

Ignoranza ed arroganza

Ignoranza ed arroganza sono i due elementi principali che caratterizzano l'inciviltà stradale italiana. A mio parere, qualsiasi comportamento può essere letto sotto la luce della prima o della seconda, o di una commistione tra le due.

L'ignoranza è generalmente la base, l'arroganza scatta nelle situazioni di contrasto. Se rispetti il limite di velocità, vieni lampeggiato e eventualmente insultato. L'ignoranza è non sapere che quel limite c'è per un motivo, magari anche solo per una questione di rumore alle case vicine. L'arroganza, ad un primo livello, è pensare che quel limite sia assurdo (e questa è ancora ignoranza-arroganza). Al secondo livello, nel lampeggiare e suonare all'altro, cioè nel manifestarla esteriormente.

E' talmente tanta, l'arroganza, che non mi fermo di fronte ad una generale libertà di comportarsi come si vuole: bon, quel tale va piano, arriverà più tardi. No, siccome sta facendo arrivare un po' più tardi anche me (in realtà di pochissimo), la mia arroganza mi impedisce di analizzare la mia ignoranza, ed eventualmente mettere in discussione il mio, di comportamento, come sbagliato, ma mi fa individuare il suo come sbagliato, e non di poco, se arrivo al punto di manifestare addirittura un comportamento violento, cioè lampeggiare eccetera.

In Italia, nel campo stradale, abbiamo saltato il guado, e siamo nella modalità ignoranza più arroganza. Le campagne di prevenzione puntano sull'ignoranza, ma non sull'arroganza. Queste puntano anche sull'arroganza, ma quando l'arroganza è troppa, come in Italia, non c'è probabilmente modo di puntare anche lì. Purtroppo, in linea con l'atteggiamente generale anti-prevenzione che predomina, l'unico modo è quando capita un incidente grave a sé o a un proprio parente o amico intimo. E non è neanche detto che poi il "periodo di prudenza" sia duraturo, dato che quella dei limiti assurdi e delle multe per far cassa sono verità ormai incontrovertibili.

Bisogna ragionare per generazioni, e in questi termini pensare più che altro alle prossime. Gli attuali ce li siamo un po' giocati. In qualche modo possono essere anche multati, ma più con l'atteggiamento di un cane da pastore che abbaia alle pecore per non farle cadere in un crepaccio, che con quello della madre che rimprovera il bambino che ha mangiato i biscotti prima di cena.

2008-12-20

Una risacca vi seppellirà

I romani, nei giorni della piena del Tevere, accolgono l'invito di lasciare l'auto. Infatti la lasciano in divieto di sosta, come al solito, e su un ponte.

2008-12-09

Imbuti

Non mi pare un concetto inarrivabile quello per cui se fino all'Ara Pacis ci sono tre corsie, e dopo diventano, per colpa di qualche auto in divieto di sosta (e di fermata), una, il traffico si blocchi.

E si blocca almeno fino a ponte Umberto I.

Se tanto piacciono i presidi fissi, quello mi pare un buon punto. Tra parentesi, già c'è: pochi metri prima, ponte Cavour è spesso regolato da vigili, quindi si tratta di fare 100 metri.

2008-10-16

Lepanto: ora basta



Quando si telefona ai vigili, viene chiesto il nome per la protocollazione della telefonata. Ecco, se ci fosse un attentato, o un incidente alla metropolitana, credo che qualcuno andrà a chiederlo a loro il nome, perché i mezzi di soccorso non potrebbero accedere all'area.

C'è già un presidio fisso a Lepanto, ma nonostante questo non vengono praticamente fatte multe. Non fare multe sotto gli occhi del presidio fisso è doppiamente grave.

Per una volta, preveniamo.

Vuoi mandare questo post ai vigili del Municipio 17 e agli organi competenti? E' semplicissimo: clicca sulla bustina qui sotto, accederai ad una pagina dove puoi inserire il loro indirizzo ed un messaggio, e spedirlo. Gli indirizzi sono:
pmgr1706@comune.roma.it
antonella.degiusti@comune.roma.it
alberto.delgobbo@comune.roma.it

2008-07-09

Giochi sotto l'ombrellone

In questo video di 14 secondi è possibile individuare 16 infrazioni.

Quali?

La polizia municipale purtroppo è impegnata a 200 metri da lì in un presidio fisso.

2008-06-21

Scena del crimine

Un'efficace campagna per la sicurezza realizzata in Nuova Zelanda.



Via: Bloguerrilla

2008-06-15

E'-già-vietato, versione Parioli

In occasione della visita di Bush, anche ai Parioli hanno messo cartelli di divieto di sosta dove era già vietato. C'è da dire che questi erano anche "e di fermata", e quindi a rigor di logica avrebbero anche un senso, da un punto di vista formale ("ora non ci si può neanche fermare").

Ma il punto è un altro: questi cartelli aggiuntivi vengono messi in punti in cui il cartello originario, di sosta o di fermata che sia, è totalmente ignorato. Ci si farebbe (molta) più bella figura a togliere direttamente i cartelli originari. Ma poi si scoprirebbe che le strisce per il parcheggio non potrebbero essere disegnate, perché troppo vicine alle rotaie del tram, a un incrocio eccetera.

Come già detto, l'effetto finale è "avete vinto voi, parcheggiate pure qui, anche se è vietato, quando lo sarà veramente vi metteremo un cartello a ricordarlo". E' l'Italia maccheronica, dell'ultimo momento e di facciata del "severamente proibito".



2008-06-05

+ multe - la spostiamo dotto'

Per puro caso ero nel posto giusto al momento giusto, e ho immortalato un tentativo di mega-infrazione fatto morire sul nascere, con lo sguardo, da una pattuglia di passaggio ai Parioli.

La mini-riflessione sulla questione è che forse gli sguardi, i gesti, i "la spostiamo dotto'?" servono a poco, dal momento che domani chi guidava quella macchina rifarà la stessa cosa, e sa che se la caverà, al massimo, con una ramanzina.

Fate le multe: non stiamo ad Helsinki, e nemmeno a Vienna. Almeno un paio di generazioni sono ormai irrecuperabili, e non possiamo giocarcela sulla sensibilizzazione, per lo meno non totalmente, e non in questa prima fase.

Fate le multe, mettete telecamere ovunque, anche se qualcuno non capirà e protesterà. Ora bisogna pensare, materialmente, a liberare i marciapiedi, le strisce pedonali, gli incroci, gli scivoli per i disabili, che sembrerà incredibile per chi legge questo sito da fuori, ma sono praticamente tutti ostruiti.

2008-06-01

Piazza Mazzini S.p.A.

Continuano i divieti di sosta a piazza Mazzini, e continuano le attività commerciali nei divieti di sosta.

2008-05-03

Fissati coi presidi fissi

Come già detto, non vedo molto di buon occhio i presidi fissi. Nel quartiere, tra fissi e semi-fissi, me ne risulta ce ne siano 4-5:

  • P.zza Cavour
  • Via Lepanto
  • Via Golametto
  • Via M. Amato
  • V.le Mazzini
Dove c'è il presidio fisso, però, non sembra che le cose vadano effettivamente meglio. Tento di inquadrare dei punti deboli legati a questa soluzione, poi nei commenti possonono venir fuori ulteriori considerazioni sul punto. Problematiche:
  • Raggio di azione limitato
Il presidio fisso impiega una risorsa preziosa come un vigile, o una pattuglia con due vigili, per diverse ore in un unico punto. Una volta individuato il raggio d'azione (di solito pochissimi metri), e la competenza di quel vigile, i contravventori hanno buon gioco nell'aggirare.
Faccio un esempio da un altro municipio, così da non creare troppe polemiche: a p.le Flaminio c'è un presidio fisso anti-venditori abusivi. A 50 metri vengono tollerate le auto in divieto di sosta e di fermata, quando basterebbe che ogni 20-30 minuti uno dei due o più vigili di quel presidio si facesse un giretto, tanto i venditori abusivi, se vedono il camioncino dei vigili, non tornano per certo sul marciapiede.


  • Possibili casi di micro-connivenza
A me sembra che i vigili nei presidi siano più o meno sempre gli stessi. Ovviamente non si parla di veri e propri episodi di corruzione, che tendo ad escludere per evidente autolesionismo e scarsa convenienza, ma di micro-frasette tipo "un attimo", "guardi la sposto subito" (o anche niente, una volta individuato il comportamento che non viene sanzionato). Se io so che lì c'è quel vigile che ormai ho conosciuto, magari proprio perché una volta me l'ha fatta pure la multa, allora anche qui posso un po' giocarmela, sempre nei misteriosi limiti di ciò che viene sanzionato e ciò che invece no.
  • Cosa succede quando il presidio scompare?
Una volta abbandonato il presidio, quel poco di contegno svanisce. E' chiaramente un problema più generale, ma dove ci sono i presidi è più evidente. Io contravventore magari imparo gli orari e così viene a crearsi una situazione in cui o c'è il presidio, e si rispettano le regole, o non c'è. Siccome non si possono presidiare tutti gli incroci, è evidente che, in questa modalità, le cose non funzionino tanto.

Qual soluzioni? In particolare, dal primo punto, emerge secondo me l'esigenza di girare, camminare. Se io so dove stanno i vigili è finita: qui la battaglia, in attesa delle telecamere, si dovrebbe giocare sugli appostamenti, sulle imboscate fatte dalle auto in borghese, su passaggi a tappeto studiati in maniera strategica.

Si propose, a suo tempo, un sistema semplice per organizzare i giri dei vigili, ma basterebbe anche camminare a caso, e proprio la paura di poter essere pizzicati in qualunque luogo e in qualunque momento può, forse, cambiare qualche abitudine. Servirebbe poi un corso intensivo sugli effetti dell'inquinamento sui polmoni, per aumentare un po' la cattiveria dei vigili.

Il presidio fisso mi sa di soluzione tampone, e anche un po' pigra. Si individuano dei punti chiave, e si fa vedere che lì il problema lo si è voluto risolvere in maniera radicale. In realtà il problema non viene risolto neanche lì, e comunque girato l'angolo c'è un Ponte Milvio (l'evoluzione dei modi di dire), senza contare lo spreco di risorse.

2008-03-30

Isola pedonale gruviera

L'isole pedonale di via Ottaviano è finta, ormai si è capito. Si farebbe meno brutta figura, con i turisti, togliendo direttamente i cartelli.
Il video che si presenta qui sotto, però, vuole mettere in luce un altro aspetto, che richiede una premessa: le auto che si trovavano nei quattro angoli dell'incrocio erano state multate, e il presidio di vigili che si trovava all'incrocio impediva ad altre auto di parcheggiare lì, e questo va sicuramente bene (anche se, una volta multate, perché non dedicarsi ad un altro incrocio e poi ripassare lì?).
Però non veniva fatto nulla nei confronti di quelle che percorrevano l'isola pedonale. Questo perché, probabilmente, gli era stato detto di occuparsi di quell'aspetto (auto in sosta), e in quel momento stavano svolgendo la loro mansione.
Ci sembra opportuno mettere in evidenza come in alcuni casi sia però opportuna un po' di flessibilità, soprattutto se altre infrazioni, seppur di diverso tipo, si stanno compiendo nello stesso incrocio, perché sapere di poter compiere un'infrazione sotto gli occhi dei vigili significa, di fatto, depenalizzare quel comportamento. Altrimenti basterà, per farla franca, non solo accertarsi che non ci siano vigili nei dintorni, ma anche che in quel momento non stiano sanzionando l'infrazione che intenderemo compiere.

2008-03-25

Sì ma lì è tutta pianura

Va bene, però in Olanda ci sono parcheggi sotterranei per biciclette:

2008-03-20

Tra un po' ci aprirà un bed & breakfast

Undici (11) file di auto in divieto di sosta, su due colonne, sono un primato difficilmente battibile in altre zone della città.

Ad onor del vero nel quadrante opposto le file erano tredici (13), con anche un fiorario mobile intorno alla sesta-settima.

2008-03-16

E'-già-vietato

L'hanno fatto di nuovo, in occasione della Maratona di Roma:



Non ci stancheremo mai di ripetere che mettere un divieto specifico e temporaneo dove c'è già un divieto è doppiamente grave.

In questo modo, cosa deve pensare chi domani ci tornerà a parcheggiare e magari ha visto in questo fine settimana il divieto? O magari domani stesso troverà pezzetti di nastro ancora attaccati. Che deve pensare, che lì ci si può parcheggiare o no?

Un link a questo post viene inviato a:
Comandante del Corpo di Polizia Municipale del XVII Municipio

2008-03-09

Figli di un Do minore

Da qualche tempo all'Auditorium succede anche questo:



L'Auditorium, in sé, è un posto bello, e anche funzionale. Teoricamente è anche un posto dove un disabile potrebbe decidere di andare (avete notato che nelle altre strade non c'è mai un cieco, o uno sulla sedia a rotelle? Non possono più uscire di casa, ma questo è un altro discorso).

E da vari particolari si vede che è anche un posto gestito con cura*. Quindi è un peccato. Si dirà: è colpa dei cittadini. E' vero, al 75% è colpa dei cittadini, ma c'è un 25% da ripartire, tra tutti: amministrazione, vigili e anche Auditorium. Proprio perché è un posto bello, proprio perché forse è l'unico, deve (sì: deve), simbolicamente, sapersi prendere la responsabilità di essere bello anche nei dettagli, che poi dettagli non sono.

Chiamateli voi i vigili, concordate degli interventi, mettete delle guardie private. Capiamo che non lo facciano i bar e i ristoranti, ma voi dovete e potete farlo, se aspirate ad essere veramente grandi.

Ma poi, qui non varrebbe neanche l'ipotetico principio-scusa che i posti non ci sono: c'è tutto il Villaggio Olimpico, che tralaltro dopo 3-4 traverse diventa a pagamento solo fino alle 19 (e non fino alle 23). Capisco che fare 200 metri a piedi per alcuni possa essere un'esperienza extracorporale, però quando rimane bloccato un autobus perdono tutti.

Già che ci siamo: qualche tempo fa è stato fatto notare, nei commenti a questo post, che la Giornata del Risparmio Energetico era sostenuta da uno sponsor non etico (non so se nel frattempo diventato etico). Da giovedì comincia il Festival della Matematica, sponsorizzato da Finmeccanica.

Vi chiedo: come stiamo messi con Finmeccanica? Io non ne so molto, salvo che sotto la sua sede ci sono sempre una decina di auto blu (manco fossero funzionari della RAI**), e che blu e non blu parcheggiano anche in terza fila in un tratto con divieto di sosta e di fermata. Per il resto? E' etico? Ho trovato solo questi articoli a riguardo.

* beh, salvo per la serata con Dario Fo, con voucher gratuiti in distribuzione (massimo 2 a persona) per la sala grande (2750 posti) finiti - c'è chi giura - dopo non più di 100 persone in fila

** contiene ironia

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info@musicaperroma.it

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