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2009-05-31

MyBikeLane

MyBikeLane raccoglie segnalazioni e foto di gente che parcheggia sulle piste ciclabili. E' organizzato come un blog, ci si può registrare e inserire foto e commenti della propria città.

Per le città italiane non ci sono molti dati (e piste ciclabili), ma se prendete ad esempio New York trovate migliaia di foto, e c'è anche una piccola classifica delle targhe con più violazioni. In particolare sembra che i camioncini dell'UPS non siano molto vituosi.

Come spesso accade, chi un problema lo ha in forma ridotta si occupa del problema anche con iniziative collaterali, noi invece siamo ancora nella fase in cui non sappiamo di averlo.

2008-09-16

Mobility Week e Mobility Dai!

Da oggi, in giro per l'Europa, comincia la Mobility Week. E' un'occasione per promuovere iniziative legate alla mobilità alternativa, e rifletterci su.

Roma, come città, non è nell'elenco dei partecipanti. Chi ne ha più bisogno non partecipa. D'altronde, se non sai di stare male, non ti curi.

La Provincia di Roma partecipa, ma la pagina di riferimento non è stata aggiornata, e sta lì desolata con gli spazi per annunciare le proprie iniziative vuoti. Sul sito della Provincia si parla però di un Day Without My Car, che dovrebbe coinvolgere anche Roma.

Per il resto, sul sito c'è tantissima carne al fuoco, e vale davvero la pena farci un giro. Per esempio, sapevate che l'80% dell'inquinamento acustico proviene dalle auto?

Qualcosa, però, a Roma succederà. Più precisamente, sabato 20 settembre, alle ore 17, al Colosseo, ci sarà la prima mobilitazione cittadina per la sicurezza stradale. L'evento è organizzato dal Bicycle Mobility Forum. Ci ha scritto ceska5:

volevo girarvi il comunicato stampa per il Mobility Dai! del 20/09/08.
Una pacifica e colorata manifestazione di cittadini che scendono in campo per chiedere maggiore sicurezza sulla strada e il riconoscimento che prima delle automobili vengono i pedoni, i bambini, i disabili e i ciclisti!!
Spero vorrete partecipare, vi aspettiamo
...
non deve essere intesa come una lotta "noi contro di loro" perchè ognuno, in diversi momenti della giornata, è pedone/automobilista/ciclista/mamma/etc...
Bisognerebbe cambiare la "capoccia" a tutti o quantomeno fargli aprire gli occhi... e non è facile.
Le istituzioni naturalmente seguono le correnti predominanti e se ne fanno forti, le piegano e le sfruttano per i propri giochi di potere, quindi il pedone in un mondo meccanico non conta nulla e così non contano nulla neanche i suoi diritti.
In questi giorni sto cercando di coinvolgere parenti e amici, ma in tutti trovo la stessa rassegnazione e lo stesso muro di gomma, come se fosse inutile manifestare per le cose giuste, come se avessero già buttato la spugna, piegati dall'idea consumistica e superficiale che hanno della società.
MA SE PO' CAMPA' COSI'?

2008-09-10

A-bici come prima

Avrò anche cambiato idea sul bike-sharing, però giovedì 11, alle ore 11, c'è un incontro aperto sul tema, al circolo Legambiente di via Capoprati 12/A.

Il circolo è sulla pista ciclabile che va da v.le Angelico a Ponte Milvio, poco dopo p.zza Maresciallo Giardino.

La manifestazione si chiama TUTTINBICI 2008, e si parlerà di Sicurezza & Bici, Bike Sharing nei Municipi ... e il Grande Itinerario del Tevere da Roma a Ostia.

Interverranno rappresentanti di gruppi di cicloamatori, associazioni e politici locali.

2008-09-03

Bike-sharing a Prati: cambio di opinione

Bentornati. Nel frattempo, ho cambiato idea sull'estensione del bike-sharing nel quartiere Prati, e quindi non mi sento di favorire nessuna iniziativa in tal senso.

Il motivo principale è semplice: è pericoloso. Farlo in centro è stata una scelta al limite, ma accettabile. Nel quartiere Prati a mio parere non si può fare.

Nel posto e nell'epoca in cui viviamo, non possiamo ragionare in termini di: bicicletta = aumento dei comportamenti virtuosi, perché, come al solito, non stiamo a Helsinki, ma neanche a Ferrara. C'è prima una situazione di emergenza da risolvere.

Mettere panchine, fioriere, scivoli per i disabili in una zona di guerra è certamente una cosa positiva, ma prima devi impiegare risorse per sminare il terreno, sennò la gente esce per strada e muore.

Immettere bici in questo sistema è solo un pericolo per i ciclisti, perché la soglia di (in)civiltà è talmente alta che sarebbero solo una scocciatura, non un buon esempio.

Si potrà fare, se non migliorando la civiltà, che ormai probabilmente per una paio di generazioni ci siamo giocati, migliorando l'infrastruttura, cioè con una rete capillare di piste ciclabili. Attualmente, ci sono sì piste ciclabili, ma sono disunite tra di loro.

Ce n'è una lussuosissima che va da Lepanto a p.zza Cavour, che però non è collegata a quella che percorre v.le delle Milizie, che a sua volta non è collegata a quella che fa via Barletta, che non è ben collegata a quella che fa v.le Angelico.

Devo fare un gradino, attraversare ad un semaforo non ciclabile, eccetera. Il che non sarebbe di per sé grave, ma è un indice della percezione generale del mezzo bicicletta a Roma, e di come questo possa essere buono per la passeggiatina la domenica, al limite: faccio delle piste ciclabili, anche belle (anzi, troppo belle, con gli stessi soldi si potevano fare almeno normali ma più lunghe magari), però non attaccate una all'altra, e che cavolo.

In questa situazione dico no al bike-sharing a Prati, non ce lo meritiamo ed è pericoloso.

2008-06-18

Ruotiamoci

E' il momento del bike-sharing (che, beninteso, non ci meritiamo), e non ci si può esimere dalla tentazione di pensare ai possibili punti dove installarlo nel proprio quartiere. Rilancio quindi l'idea di Degrado Esquilino per proporre una mappa del quartiere Prati.

Il progetto prevede 10 postazioni, per 150 bici e 230 stalli. In blu le piste ciclabili esistenti, in arancione quelle auspicabili. [In azzurro sono stati aggiunti segnalini con possibili ulteriori stazioni - 20/6/08]


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Non credo che il bike-sharing serva direttamente a risolvere i problemi di viabilità, per quello le bici dovrebbero essere tra il triplo e il quadruplo, ma non avrebbe senso metterne così tante adesso.

Finché sarà più conveniente prendere l'auto o la moto ed essere multati con bassa probabilità, si prenderanno. E questi continueranno a prendere l'auto o la moto, perché non si fa niente per niente. E perché il bike-sharing non gli arriva sotto casa, è faticoso e dovrebbero cambiare mezzo di trasporto, in una parola pensare ad un tragitto, e addirittura camminare.

Può quindi essere un'occasione non tanto per gli Incivili-Irrecuperabili, che non lo useranno mai e già hanno iniziato a parcheggiare i motorini tra gli stalli (vero, piazza Sant'Andrea della Valle), ma verso coloro che già erano predisposti ad usarlo, e lo proveranno: per reali esigenze, divertimento, spirito ambientalista o altro. Vedranno la città da un altro punto di vista, ne sentiranno la puzza (saranno vent'anni che non ci sono più gli odori), noteranno il comportamento degli Incivili in un contesto ciclista-auto. Ma sono tutte cose che già sapevano in fondo.

Non vale bike-sharing = non auto/moto, dunque, però vale un pochino a far passare qualcun'altro dall'altra parte, e a far allargare leggermente la forbice tra Civili ed Incivili.

Ah, il titolo del post è il nome con cui avrei chiamato l'iniziativa, ma anche Roma'n'Bike non è male.

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