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2008-11-08

L'aereo più pazzo del mondo

Non mi sembra un'idea azzeccatissima quella di indicare, sulle nuove mappe Metro e ferrovie regionali dell'ATAC, il simbolo dell'aereo vicino alla stazione di Ciampino (PDF).

Voglio dire, magari per sbaglio capita qualche turista che vive in strani posti in cui si arriva in aeroporto in metropolitana, e magari crede che arrivando alla stazione di Ciampino si arrivi anche all'aeroporto.

Invece no. Da lì bisogna prendere un autobus, con frequenza di 20-30 minuti, ma buchi, in certi orari, anche di 50 minuti.

Viene inoltre simpaticamente indicato, come tempo di percorrenza, 5 minuti. Un tempo di percorrenza di questo tipo già può saltare a seconda di quanta gente salga, o per un paio di persone che abbiano problemi con monete e resti per il biglietto. Poi è in coincidenza con i treni...

E 20 minuti, genericamente, sono previsti sia per le corse che da Anagnina passano per Ciampino Stazione o Ciampino Paese, sia per le corse dirette.

Il vero tempo di percorrenza, peraltro, dipende anche da quante macchine abbiano quel giorno parcheggiato in seconda fila per le strade di Ciampino città.

Qualcuno ha mai perso un aereo in questo modo?

Foto: Flickr

2008-10-29

Pazienza, domani farò il giro largo

Leggo questa notizia e non so se conservarla per il futuro, per pensare "come eravamo", o se non capisco io.

Che-senso-ha fornire "con cadenza periodica la mappa delle corsie preferenziali controllate dagli ausiliari", che "per essere più riconoscibili indosseranno nuovi gilet color rosso Roma"?

Che senso ha?

Non capisco, veramente. Io gli ausiliari li farei vestire da pali della luce, da finestre, li apposterei sui tetti, ma soprattutto investirei in telecamere. Come fanno a costare di più di risorse umane su risorse umane, che tralaltro si devono prendere pure lo smog?

Qui ci diranno dove saranno, e come si vestiranno! Che senso ha?

Da che mondo e mondo i controlli si fanno appostati. In tutti i film c'è sempre una macchina della polizia dietro una siepe, pronta a partire. Ma chi l'ha visto mai un inseguimento da queste parti.

Si prende un principio generale, che è quello della trasparenza, e si pretende di applicarlo anche a situazioni che non c'entrano niente, come per loro natura sono i controlli.

Ok, si fa per prevenire... Possiamo pretendere di ragionare in questo modo - o solo in questo modo - qui e ora, a Roma? C'è un po' di confusione: guardatevi le foto, seppur modeste, pubblicate qui a destra, e guardatevi anche la galleria "Le vite degli altri". Anzi, fatele partire insieme.

Ma soprattutto guardatevi intorno quando uscite di casa. C'è spazio per la prevenzione? O per i "preavvisi dissuasivi"? C'è spazio per la sensibilizzazione della gente? Non so, a me sembra metà uscita da Trainspotting, l'altra metà da Romanzo Criminale.

Direi anche di pubblicare ogni mattina le linee e le stazioni della metro dove ci saranno i controllori, dove gli autovelox (già lo fanno), ma anche in quali depositi sospetti avverrano perquisizioni antidroga, e quale sarà il giro delle pattuglie notte per notte.

Foto: Flickr

2008-10-01

Art ATAC


Ci sono vari parametri per disegnare una rete di autobus in una grande città. Dato un certo budget, si può puntare su tante linee capillari e poco frequenti, o su poche e ad alta frequenza, e su una vasta gamma di soluzioni intermedie.

L'impostazione capillare va incontro a chi si chiede "quale autobus mi porta lì?", mentre l'altra risponde alla domanda "quale o quali autobus mi portano in quella direzione?".

Nella prima ho l'esigenza di limitare i cambi, nella seconda non mi preoccupo troppo del numero degli stessi, ma implica che gli utenti abbiano una conoscenza più dettagliata della rete.

La sensazione è che a Roma attualmente alcune linee siano concepite per servire un punto determinato con un altro punto determinato, e non siano invece legate a un flusso e ad una direzione. Probabilmente, c'è stata storicamente qualche concessione a questo o a quel ente, e un modo di procedere non attento alle risorse ed al budget disponibili.

Se guardiamo però al fatto che i servizi sono migliorati, e di molto (fermate elettroniche, mappe sulle fermate, l'ampia disponibilità delle stesse in rete, il sito, atacmobile.it eccetera), possiamo permetterci di virare leggermente nell'altra direzione.

Con questo non si vuole dire che l'approccio non debba essere quello di un servizio pubblico, e che le zone non debbano essere servite tutte. Solo, in alcuni casi è probabilmente preferibile camminare un po' di più piuttosto che aspettare un po' di più, anche perché nella percezione collettiva gli autobus non passano mai, e non vengono presi anche per questo presunto motivo. Creando dei flussi di passaggio questo effetto sarebbe limitato.

C'è da tenere indubbiamente presente il discorso degli anziani e dei disabili. I primi l'autobus lo prendono. Sui secondi va chiarito un equivoco: i disabili non prendono l'autobus, perché non possono prenderlo, così come non escono di casa perché uno scivolo su due è occupato. Detto questo, andranno tenute in considerazione le esigenze di tutti.

Un buon modo di procedere può essere quello di ripartire da zero nella ri-progettazione di tutta la rete. In questo modo non si è condizionati dall'esistente. Ovviamente partire da zero significa tenere le metropolitane, l'infrastruttura tranviaria e i grandi capolinea.

A Roma in fondo è abbastanza semplice, perché la struttura della città è radiale, anche se la struttura interna è piuttosto frastagliata.

Questo, in effetti, più che un post è una lettera all'ATAC, è un discorso da lungo e da riprendere in futuro, ma avviare un dibattito può essere utile per tutti, anche, nell'immediato, nell'organizzazione dei propri spostamenti.

Immagine: Flickr

2008-09-16

Mobility Week e Mobility Dai!

Da oggi, in giro per l'Europa, comincia la Mobility Week. E' un'occasione per promuovere iniziative legate alla mobilità alternativa, e rifletterci su.

Roma, come città, non è nell'elenco dei partecipanti. Chi ne ha più bisogno non partecipa. D'altronde, se non sai di stare male, non ti curi.

La Provincia di Roma partecipa, ma la pagina di riferimento non è stata aggiornata, e sta lì desolata con gli spazi per annunciare le proprie iniziative vuoti. Sul sito della Provincia si parla però di un Day Without My Car, che dovrebbe coinvolgere anche Roma.

Per il resto, sul sito c'è tantissima carne al fuoco, e vale davvero la pena farci un giro. Per esempio, sapevate che l'80% dell'inquinamento acustico proviene dalle auto?

Qualcosa, però, a Roma succederà. Più precisamente, sabato 20 settembre, alle ore 17, al Colosseo, ci sarà la prima mobilitazione cittadina per la sicurezza stradale. L'evento è organizzato dal Bicycle Mobility Forum. Ci ha scritto ceska5:

volevo girarvi il comunicato stampa per il Mobility Dai! del 20/09/08.
Una pacifica e colorata manifestazione di cittadini che scendono in campo per chiedere maggiore sicurezza sulla strada e il riconoscimento che prima delle automobili vengono i pedoni, i bambini, i disabili e i ciclisti!!
Spero vorrete partecipare, vi aspettiamo
...
non deve essere intesa come una lotta "noi contro di loro" perchè ognuno, in diversi momenti della giornata, è pedone/automobilista/ciclista/mamma/etc...
Bisognerebbe cambiare la "capoccia" a tutti o quantomeno fargli aprire gli occhi... e non è facile.
Le istituzioni naturalmente seguono le correnti predominanti e se ne fanno forti, le piegano e le sfruttano per i propri giochi di potere, quindi il pedone in un mondo meccanico non conta nulla e così non contano nulla neanche i suoi diritti.
In questi giorni sto cercando di coinvolgere parenti e amici, ma in tutti trovo la stessa rassegnazione e lo stesso muro di gomma, come se fosse inutile manifestare per le cose giuste, come se avessero già buttato la spugna, piegati dall'idea consumistica e superficiale che hanno della società.
MA SE PO' CAMPA' COSI'?

2008-09-09

Fuga di mezzanotte

Se l'ATAC ha migliorato e potenziato la sua rete di bus notturni, pensavo che forse si potrebbe fare qualche piccola modifica all'orario degli autobus.

In linea di massima, non ho mai sentito nessuno lamentarsi perché gli autobus (diurni) iniziano le loro corse troppo tardi (ok, non frequento il Qube), però sembra ci sia qualche malcontento sugli orari delle ultime corse, in particolare della metropolitana (che comunque attualmente arriva al venerdì e al sabato fino all'1,30).

Dunque, in considerazione del miglioramento della linea notturna, si potrebbero spostare in blocco gli orari di tutte le linee, o comunque della maggior parte.

Attualmente, quasi tutte le linee funzionano dalle 5,30 alle 24,00. Per guadagnare mezz'ora potrebbero andare dalle 6,00 alle 0,30, credo senza troppi danni. O forse addirittura dalle 6,30 all'1,00.

Forse non mi rendo bene conto io, ma secondo me c'è molta più gente che userebbe l'autobus a mezzanotte e mezza di quanta lo usi oggi alle 5,30. Per dirne una, attualmente la linea diurna non è compatibile col cinema delle 22,30, visto anche i polpettoni che girano. C'è comunque da aggiungere che chi lo usa alle 5,30 probabilmente lo usa per lavoro, chi alle 0,30 probabilmente per svago. Il punto è capire se quelli delle 5,30 siano pochi o pochissimi.

In ogni caso, si possono anche prevedere regimi differenziati: alcune, poche e principali, potrebbero continuare a partire alle 5,30, altre alle 6,00, e le ultime successivamente, con le prime corse della metro alle 6,00.

Tralaltro, attualmente i bus notturni sono frequentati da vagabondi vari che ci dormono fino all'alba. Farli partire un po' più tardi probabilmente disincentiverebbe il fenomeno, anche se questo è un tema sociale molto delicato, da affrontare più complessivamente, prevedendo le opportune alternative per i senzatetto.

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2008-07-12

Super ATAC

Ci sono dei luoghi comuni ricorrenti, come quello per cui i vigili sono pochi e quindi non possono fare le multe, o quello per cui non ci sarebbero posti neanche per i residenti. Uno di questi luoghi comuni, forse il più famoso, riguarda gli autobus, che non-passano-mai.

In realtà l'ATAC ce l'ha data da tempo una linea efficiente e capillare. Anche troppo capillare, ma magari di questo se ne riparlerà in futuro.

Come giusto che sia, l'ATAC sta quindi investendo sui servizi accessori al trasporto in sé considerato. Questo rende sicuramente più piacevole l'esperienza di viaggio. Ogni singolo servizio non sarà ciò che farà prendere l'autobus invece dell'auto/moto, ma tutti sommati, e col tempo, fanno la loro figura.

Quindi tabelle elettroniche (un po' démodé) con l'attesa prevista, autobus nuovissimi e con televisore incorporato, miglioramento generale dei servizi alla clientela.

Tra questi servizi, è stato di recente ammodernato atacmobile.it, un piccolo sito nel sito pensato per i collegamenti con il cellulare, la cui guida e descrizione si trova al'indirizzo mobile.atac.roma.it.

Collegandosi, si possono avere ad esempio i tempi di attesa per tutte le fermate (non solo quelle con la tabella elettronica), gli orari delle ZTL, il bollettino del traffico e notizie in generale.

Un'ultima parola sull'attenzione alla clientela: di recente è stata organizzata una visita alla centrale della mobilità, e come già detto lì ci lavora gente molto preparata e disponibile, degli interlocutori credibili per un dibattito serio sulla mobilità. C'è anche un blog dedicato a questi nuovi servizi, dove è possibile commentare.

In generale, tengono molto conto delle opinioni dei cittadini. Lo dico perché una cosa che avevo proposto io (e forse anche altri) l'hanno realizzata.

L'invito all'ATAC è sempre lo stesso: quanto perdete in velocità media dei vostri mezzi? 5%? 10%? E di soldi? E di immagine (il famoso non-passano-mai)? Fatevi sentire anche voi.

2008-06-28

Uniamo piazza Mazzini


Ingrandisci la mappa

Alzi la mano chi è stato più di cinque volte dentro i giardini di piazza Mazzini.

Una proposta: uniamo i giardini della piazza con la prima aiuola di viale Mazzini (lato ovest), formando un vero e proprio parchetto.

Questo creerebbe anche una piccola passeggiata di avvicinamento all'entrata della futura metro C, dove tralaltro dovrebbe esserci anche un tunnel pedonale che partirà da lì o quasi.

A piazza Mazzini, in sé considerata, non c'è grande traffico: è sì un'arteria di intersezione, ma scorrevole, salvo ovviamente per l'imbuto creato dai divieti di sosta.

Guardiamo cosa succederebbe: ci sono 64 possibili attraversamenti di piazza Mazzini (8 strade in entrata per 8 in uscita), unendo i giardini scenderebbero a 36. Bisogna fare in modo di creare comunque un corridoio di passaggio, individuato nel primo anello di strade adiacenti (via F. Paolucci de' Calboli, via G. Andreoli), che diventerebbero a senso unico e vedrebbero aggiunti due semafori (segnalino azzurro).

Venendo dalla piazza e percorrendo viale Mazzini ci sarebbe la possibilità di andare dritto o girare a sinistra, venendo da p.le Clodio di andare dritto o girare a destra. Percorrendo il nuovo anello (riga blu) ci sarebbe la possibilità di andare al primo semaforo dritto o a destra, al secondo dritto o a sinistra.

Le 3 linee di autobus interessate (da ripensare in ottica metro C) verrebbero ovviamente deviate anch'esse nel nuovo anello. La perdita di tempo è stimabile dai due ai quattro minuti, però questo "allargamento" permetterebbe di fare una fermata su via F. Paolucci de' Calboli, strategica per lasciare o prendere passeggeri della metro C. Unico inconveniente: la curva stretta per girare tornando su viale Mazzini.

Lo spazio per fare tutto questo c'è, solo che ora ci sono auto parcheggiate in mezzo, ad esempio all'incrocio con via Sabotino, ma uno i progetti li deve immaginare in condizioni normali.

Cosa ne pensate?

2008-06-25

Non tutti i mali vengono per nuocere

Non so voi, ma ultimamente ho visto un paio di volte ausiliari dell'ATAC fare le multe per divieto di sosta sulle fermate degli autobus.

Probabilmente il cambiamento deriva dal fatto che ora non possono più fare le multe per le strisce blu, e quindi sono stati spostati su quest'altra mansione.

La notizia, se fosse vera, sarebbe molto interessante, perché visto il numero di ausiliari in campo permetterebbe di risolvere in pochissimo tempo quantomeno questo problema.

Anzi, sarebbe anche un interessante esperimento per verificare il funzionamento di una campagna diffusa ed abbondante di multe.

Questo è un tassello, ma solo un tassello, di quello che proponiamo noi, cioè un sistema flessibile di passaggio sanzionatorio basato su punti chiave, che però deve riguardare tutti i tipi di infrazione e una zona complessiva, altrimenti, una volta scoperto il meccanismo, semplicemente andranno da altre parti.

Il tasso di abbandono dell'auto, in un caso del genere, non è quindi percepibile. Ora la soglia è non tanto nel momento in cui finiscono i parcheggi legali (non staremmo qui a parlare), ma quando finiscono quelli illegali.

E' comunque un'iniziativa lodevole, almeno le fermate saranno risolte, e per esempio un disabile potrà prendere l'autobus. Inoltre, gli altri punti probabilmente esploderanno un po' più di quanto non siano già esplosi, e l'evidenza sarà evidentissima: un metodo un po' italiano di risolvere le cose: aspettare il loro momento di patologia più alto, ma tant'è.

Per rinfrescarsi un po' la memoria, c'è la galleria qui a destra sulle fermate dell'autobus, per vedere com'era e come (si spera) non sarà più.

Ovviamente se qualcuno ne sapesse di più su questa storia delle multe e delle fermate degli autobus si faccia vivo.

Foto: Flickr

2008-06-18

Ruotiamoci

E' il momento del bike-sharing (che, beninteso, non ci meritiamo), e non ci si può esimere dalla tentazione di pensare ai possibili punti dove installarlo nel proprio quartiere. Rilancio quindi l'idea di Degrado Esquilino per proporre una mappa del quartiere Prati.

Il progetto prevede 10 postazioni, per 150 bici e 230 stalli. In blu le piste ciclabili esistenti, in arancione quelle auspicabili. [In azzurro sono stati aggiunti segnalini con possibili ulteriori stazioni - 20/6/08]


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Non credo che il bike-sharing serva direttamente a risolvere i problemi di viabilità, per quello le bici dovrebbero essere tra il triplo e il quadruplo, ma non avrebbe senso metterne così tante adesso.

Finché sarà più conveniente prendere l'auto o la moto ed essere multati con bassa probabilità, si prenderanno. E questi continueranno a prendere l'auto o la moto, perché non si fa niente per niente. E perché il bike-sharing non gli arriva sotto casa, è faticoso e dovrebbero cambiare mezzo di trasporto, in una parola pensare ad un tragitto, e addirittura camminare.

Può quindi essere un'occasione non tanto per gli Incivili-Irrecuperabili, che non lo useranno mai e già hanno iniziato a parcheggiare i motorini tra gli stalli (vero, piazza Sant'Andrea della Valle), ma verso coloro che già erano predisposti ad usarlo, e lo proveranno: per reali esigenze, divertimento, spirito ambientalista o altro. Vedranno la città da un altro punto di vista, ne sentiranno la puzza (saranno vent'anni che non ci sono più gli odori), noteranno il comportamento degli Incivili in un contesto ciclista-auto. Ma sono tutte cose che già sapevano in fondo.

Non vale bike-sharing = non auto/moto, dunque, però vale un pochino a far passare qualcun'altro dall'altra parte, e a far allargare leggermente la forbice tra Civili ed Incivili.

Ah, il titolo del post è il nome con cui avrei chiamato l'iniziativa, ma anche Roma'n'Bike non è male.

2008-05-25

L'otto volante

Si parla da qualche tempo di prolungare il tram 8 fino a Termini, ma ci sono un paio di cose che mi lasciano perplesso, a parte qualche riflessione, più generale, sui mezzi pubblici, che per ora rinvio:

  • Doppia curva di via 4 Novembre - Come farà a fare la doppia curva di via 4 Novembre? Mi sembra piuttosto stretta, già ora gli autobus si devono allargare oltrepassando la propria corsia preferenziale, come faranno ad allargarsi invadendo la sede del tram? Ma soprattutto, non credo ci sia proprio spazio neanche per far fare la curva al tram
  • Contemporaneità con i lavori della Metro C - Dovrà attraversare piazza Venezia, che è un discreto incontro di direttrici, e trovare il modo di evitare di interrompere troppi flussi potrebbe essere non banale. In ogni caso: a piazza Venezia ci saranno i lavori della Metro C, anzi già ci sono. E' il caso di andare, come dire, a rompere le scatole al cantiere, o comunque ad una circolazione alterata e provvisoria? Non vorrei che si dovessero mettere i binari per poi toglierli per i lavori
Poi ci sarebbe da dire un'altra cosa, ma questo argomento è effettivamente più debole: se uno avesse veramente fretta di andare a Termini, probabilmente scenderebbe a l.go Argentina e prenderebbe un 40, o un qualche bus similare che sicuramente continuerà a fare l'assone Vittorio - Venezia - Nazionale, oppure prenderebbe la C da Argentina a Colosseo, e poi Colosseo - Termini.

In sostanza, la mia idea è: sicuramente ben venga il tram, e tutto ciò che sposti le persone senza accendere un proprio motore, però in questo specifico caso ho qualche dubbio di natura tecnico-strategica. A voi i commenti.

Foto: Flickr

2008-04-11

Vinceremo noi

Giovedì ho visitato la centrale della mobilità dell'ATAC. Un posto molto interessante, pieno di gente competente, che lavora con passione e disponibile a confrontarsi in maniera aperta con gli utenti. Hanno anche un blog.
Ho scoperto una serie di cose nuove, come l'esistenza di una rete di telecamere orientabili ad alta definizione. Mmm... certo che vedere lì, a pochi metri da te, la soluzione già pronta e funzionante, e non utilizzarla per le sanzioni, fa un pochino di effetto. Ma effettivamente non è neanche un problema direttamente loro (salvo il danno d'immagine e monetario).
Ma poi, quando un vigile fa le multe per strada, non sta forse guardando e controllando? Non si capisce perché moltiplicare per 1.000 quest'occhio faccia così paura. Quando poi esistono già l'accesso elettronico alla ZTL, sulle corsie preferenziali, il sorpassometro eccetera, e nessuno dice niente (forse qualcuno protesterà pure per queste, ma mi rifiuto di includerlo nei mammiferi). Sarà solo questione di tempo (via torresina.net).
Comunque, anche prescindendo dal lato multe, ci hanno ridato un po' di speranza, lo dico proprio guardando alle persone che ho avuto modo di conoscere.

2008-03-09

Figli di un Do minore

Da qualche tempo all'Auditorium succede anche questo:



L'Auditorium, in sé, è un posto bello, e anche funzionale. Teoricamente è anche un posto dove un disabile potrebbe decidere di andare (avete notato che nelle altre strade non c'è mai un cieco, o uno sulla sedia a rotelle? Non possono più uscire di casa, ma questo è un altro discorso).

E da vari particolari si vede che è anche un posto gestito con cura*. Quindi è un peccato. Si dirà: è colpa dei cittadini. E' vero, al 75% è colpa dei cittadini, ma c'è un 25% da ripartire, tra tutti: amministrazione, vigili e anche Auditorium. Proprio perché è un posto bello, proprio perché forse è l'unico, deve (sì: deve), simbolicamente, sapersi prendere la responsabilità di essere bello anche nei dettagli, che poi dettagli non sono.

Chiamateli voi i vigili, concordate degli interventi, mettete delle guardie private. Capiamo che non lo facciano i bar e i ristoranti, ma voi dovete e potete farlo, se aspirate ad essere veramente grandi.

Ma poi, qui non varrebbe neanche l'ipotetico principio-scusa che i posti non ci sono: c'è tutto il Villaggio Olimpico, che tralaltro dopo 3-4 traverse diventa a pagamento solo fino alle 19 (e non fino alle 23). Capisco che fare 200 metri a piedi per alcuni possa essere un'esperienza extracorporale, però quando rimane bloccato un autobus perdono tutti.

Già che ci siamo: qualche tempo fa è stato fatto notare, nei commenti a questo post, che la Giornata del Risparmio Energetico era sostenuta da uno sponsor non etico (non so se nel frattempo diventato etico). Da giovedì comincia il Festival della Matematica, sponsorizzato da Finmeccanica.

Vi chiedo: come stiamo messi con Finmeccanica? Io non ne so molto, salvo che sotto la sua sede ci sono sempre una decina di auto blu (manco fossero funzionari della RAI**), e che blu e non blu parcheggiano anche in terza fila in un tratto con divieto di sosta e di fermata. Per il resto? E' etico? Ho trovato solo questi articoli a riguardo.

* beh, salvo per la serata con Dario Fo, con voucher gratuiti in distribuzione (massimo 2 a persona) per la sala grande (2750 posti) finiti - c'è chi giura - dopo non più di 100 persone in fila

** contiene ironia

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2008-03-07

Un desiderio che si chiama tram

Il tram 3 attualmente arriva in piazza Thorwaldsen, che, con tutto il rispetto, è una piazza senza grandi snodi e collegamenti con il resto della rete. L'idea sarebbe, utilizzando i binari esistenti, quella di prolungarne la corsa fino a piazzale Flaminio, utilizzando lo stesso capolina, e parte del percorso, del tram 2.

Più che nel tratto di via Flaminia, già abbondantemente servita dal 2, il vantaggio sarebbe nel rinforzamento del tratto di "Belle Arti", dove attualmente opera il solo tram 19. In questo modo chi deve andare a v.le Regina Margherita e dintorni, dal quartiere Delle Vittorie, potrebbe attraversare ponte Matteotti e avere sia il 19 che il 3 a disposizione.

E questo vale anche per il ritorno: chi da viale Regina Margherita deve spostarsi verso Delle Vittorie o Prati, attualmente si trova costretto ad aspettare solo il 19, anche se sugli stessi binari ci passa anche il 3.

Così come chi si trova a p.le Flaminio potrebbe optare per il tram in quei casi in cui debba andare in una zona che non sia troppo a nord (a quel punto conviene la Ferrovia Roma - Viterbo fino a Euclide) né troppo a sud (a quel punto conviene un bus tra 88, 490, 491, 495).

Se in generale può aver senso indebolire le linee verso la periferia, in questo caso particolare ad una zona debole (Villa Borghese) succede una zona potenzialmente forte (Belle Arti-Delle Vittorie-Flaminio), e quindi mi sembra che vada la pena prolungare la linea, visto che il costo sarebbe praticamente zero.

Un altro principio generale, che in questo modo verrebbe soddisfatto, è che la creazione di capolinea grandi in molte circostanze apporta un vantaggio, rispetto a tanti capolinea a macchia di leopardo.

Come si vede dalla mappa il prolungamento (in blu) non supera i 2 chilometri:

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