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2009-07-30

Lo stato attuale

E' arrivata l'estate, sul serio, e un'altra stagione "automobilistica" è passata. Già adesso la situazione sembra vagamente più umana (nel senso che è passata da "emergenza" a "molto grave"), salvo ovviamente alcune sacche di concentrazione serale inquietanti.


Siamo stati, anche quest'anno, prigionieri nella nostra città, impossibilitati ad uscire, alieni in un posto abitato da mostri.

Tutto questo per il solito lassismo, culturale, di tutti.

A livello comunale la situazione è quella che è. Non sembra ci sia stata nessuna mossa per contrastare l'abusivismo della sosta, le doppie file e via dicendo. E neanche segnali che facciano pensare che, in futuro, se ne prenderanno.

A livello di Municipio, unità amministrativa che avrebbe tutta la forza di avviare progetti propri, in quest'ambito (non bisogna chiedere un permesso per fare le multe), neanche. Anche qui sembra si parta dal presupposto che quelli con la macchina abbiano ragione, e che poverini dovranno pur parcheggiare.

Non abbiamo praticamente mai ricevuto risposta, da questi amministratori, ma in compenso siamo stati inseriti abusivamente nelle loro mailing list per promuovere la giornata dei nonni, o l'inaugurazione di un giardinetto di un metro quadrato.

La polizia municipale ripete di continuo "siamo pochi", e forse hanno iniziato a crederci anche. Saranno anche pochi, ma di certo non fanno niente per sembrare di essere di più, e non sono, per questo motivo, più combattivi, anzi. E comunque nulla li giustifica, insieme alle altre forze dell'ordine, a parcheggiare male.

Le persone, nel frattempo, che fanno? Al momento, hanno votato alle ultime elezioni in maniera quasi esattamente proporzionale alla quantità di manifesti abusivi attaccati dai diversi partiti. E' un indice, come tanti, dello scollamento (letteralmente) che hanno verso "noi", e anche su questo ci sarà da riflettere.

Come detto, però, da queste parti c'è ottimismo.

Sembra muoversi qualcosa di sotterraneo, una piccola onda che lentamente, molto lentamente, nel giro di anni invertirà l'andazzo. E' un'onda che va avanti per generazioni, non propriamente gradualmente, quindi per piccoli salti ed episodi.

E' un discorso di standard minimi di riferimento. Nel Medioevo era accettabile ammalarsi per qualsiasi cosa, progressivamente non lo diventa più, quando hai a portata di mano le cure.

La tecnologia diventa la spinta per il progresso. Il tutor in autostrada, ad esempio, è un fatto acquisito, ad esempio, nessuno può permettersi di toglierlo. E anche se un "singolo" lo togliesse, la possibilità che qualcuno delle generazioni future lo possa rimettere è altissima.

C'è, ora, la possibilità di eliminare il morto al giorno nelle strade di Roma, l'inquinamento, le conseguenti malattie, permettere ai disabili di uscire di casa eccetera e avere panorami visivamente decenti, cosa peraltro facile a Roma: non bisogna aggiungere molto alle bellezze che già ci sono, basta solo eliminare ciò che, attualmente, le nasconde.

Serve, è chiaro, un piano, forse decennale, che basta solo avviare. Servono almeno 5 anni di rigore da parte dei vigili, senza sconti, per partire. Ma attualmente questa voglia non c'è.

C'è qualcosa in Italia che va al di là della legalità, ed è la percezione della legalità. E' un problema culturale, dato da qualche motivo sociologico e storico, gli stessi che ci portiamo dietro come percezione generale. E la cultura attuale attualmente permette le auto archeggiate sugli scivoli dei disabili, in doppia fila, i motorini sui marciapiedi o davanti alle uscite della metropolitana, il mettersi la cintura solo perché mi possono fare la multa eccetera.

Il numero di quelli che considerano insopportabile non avviare questo programma però cresce sempre di più, sempre di più, fino a raggiungere, e già lo fa, aggregazioni di gente che si riconosce. Nascono associazioni, comitati, siti, proteste.

Noi dobbiamo solo dire che ci siamo, poi la politica (o un privato) sposerà le nostre battaglie, magari solo per un mero calcolo elettorale (conscio o inconscio, s'intende), o saremo fortunati e qualcuno le sposerà lo stesso, per amore del benessere.

Anche se ultimamente si è scritto poco, e ci sono stati diversi problemi tecnici, la voglia non è passata, perché questa battaglia investe il quotidiano come non mai.

Circoli viziosi, o circoli virtuosi, i meccanismi sono solo due. E' facile fare il tifo per il virtuoso, perché è bene o male quello che accadrà comunque.

Ci prendiamo ora una piccola pausa estiva, ma l'anno prossimo si tornerà più attivi che mai e con un sito finalmente rinnovato.

Foto: cuellar

2009-06-25

Chi si chiama in questi casi?

Davvero un bell'esempio. I video non sono stati girati a Prati, ma a Monteverde. Poco cambia, basta andare a p.zza Cavour, a via Porcari o a via Ferrari per vedere scene analoghe.

Inutile aggiungere che chi parcheggia male, in questo modo si sente ancora più giustificato a farlo, anche solo a livello inconscio.

Se la polizia per prima non avverte la missione di fare le multe - non per un legalismo fine a se stesso, ma per questioni legate alla salute - si continuerà a non farne, o a farne pochissime.

C'è un altro elemento, collegato: chi parcheggia male non sa di parcheggiare male, nella maggior parte dei casi, per una specie di generale ignoranza materiale del codice della strada, e per un'altrettanto generale agitazione e fretta nel fare le proprie cose.

In questo modo, però, non lo scoprirà mai di parcheggiare male, se lo scollamento culturale dalla realtà arriva anche a chi dovrebbe ricordarlo.

Questo video, pur nella sua brevità, ci dice molto sulla considerazione che hanno i governanti (in questo caso i "controllanti") della viabilità e del problema della sosta selvaggia.

Semplicemente, il problema non è sentito, perché le forze dell'ordine sono persone come noi. Detto questo, io sono comunque ottimista.

2009-05-31

MyBikeLane

MyBikeLane raccoglie segnalazioni e foto di gente che parcheggia sulle piste ciclabili. E' organizzato come un blog, ci si può registrare e inserire foto e commenti della propria città.

Per le città italiane non ci sono molti dati (e piste ciclabili), ma se prendete ad esempio New York trovate migliaia di foto, e c'è anche una piccola classifica delle targhe con più violazioni. In particolare sembra che i camioncini dell'UPS non siano molto vituosi.

Come spesso accade, chi un problema lo ha in forma ridotta si occupa del problema anche con iniziative collaterali, noi invece siamo ancora nella fase in cui non sappiamo di averlo.

2009-05-12

Orecchie da mercante

Una delle concentrazioni di auto più antipatiche del quartiere è quella tra via Simone de Saint Bon e via Emilio Faà di Bruno, anche perché soffre della triplice morsa residenti, uffici, "vita" notturna.

L'immagine di Google Maps è come al solito implacabile.

Da notare la presenza delle cosiddette orecchie, cioè gli angoli allargati per evitare che le auto parcheggino negli angoli.

Degrado Esquilino, che molto assiduamente segue queste vicende, sostiene al riguardo una cosa che sostengo anche io, cioè che le orecchie debbano essere tanto larghe e alte da arrivare ad impedire fisicamente la sosta.

Prima ero un po' scettico al riguardo, perché pensavo ai mezzi di emergenza e a eventuali trasporti eccezionali. Ma tanto, anche così, passerebbero?

2009-05-03

Le mani sporche di sangue

La verità è che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui viene governata la viabilità nel quartiere, a Roma e in quasi tutta Italia.

Ci sono zone con auto in divieto di sosta 24 ore su 24, fermate dell'autobus dove non si può scendere direttamente sul marciapiede, scivoli per i disabili ostruiti, incroci ciechi.

Anche se queste sono cause indirette di morte (e comunque lo sono fino ad un certo punto, perché impedire la visibilità di un incrocio voglio vedere se è diretta o indiretta), non facendo nulla... si partecipa al lassismo generale. E ci si rende responsabili di tutto il resto, della velocità, della guida sotto effetto di alcol o stupefacenti eccetera.

Se so che l'andazzo è quello, di non riuscire a risolvere neanche il micro-obiettivo del divieto di sosta, in nome di un qualche non meglio precisato diritto a poter arrivare in auto ovunque, se l'andazzo è quello, io non sono certo invogliato a vedere la strada come un luogo di regole e responsabilità.

Non stiamo più parlando di quanto sarebbe bello il quartiere, di mettere un fiorellino qua o là. Stiamo parlando di vita e di morte. Vita e morte. Gente che muore ogni giorno, resta ferita, si prende un tumore per l'inquinamento.

Il lentissimo cammino di civiltà passa anche da quelle che sono le cause indirette di morte, è la teoria delle finestre rotte, qui fortemente caldeggiata.

E ci sono responsabilità precise per questo. Ci sono vigili che deliberatamente non fanno le multe, forse per un ordine superiore, per iniziativa propria, non si capisce, amministratori che ugualmente sembrano non porsi il problema. Forse un domani qualcuno chiederà conto di questo. I vigili sono pochi, si dice. Ma non la prendete come una scusa per arrendervi. Prendetelo come un pretesto per essere più agguerriti.

Foto: swhsu

2009-04-14

Lepanto a metà

A Lepanto, qualche giorno fa, mi è sembrato di vedere alcune timide multe alle auto parcheggiate sul marciapiede dal lato della pista ciclabile. Ovviamente ancora niente per quanto riguarda i motorini che ostruiscono le entrate della metropolitana.

Forse il presidio fisso di stanza lì non ha più paura di essere denunciato per omissione, come mi era stato risposto mesi fa quando chiesi perché non venivano fatte le multe. La denuncia per omissione sarebbe dovuta arrivare dai multati, riguardo al fatto che essendoci troppe violazioni sarebbe impossibile multare tutti (e perché mai? Basta un'oretta). Va bene che sono tutti avvocati lì, ma qui forse si esagera.

Oltre all'assurdità in sé della situazione, la cosa grave, sia di non fare multe sia di farne a metà, è il messaggio. Se io so di non essere multato a 50 centimetri dal vigile, si crea, dal punto di vista comunicativo e di aspettative, una spirale dalla quale è difficile uscire. Vagli a spiegare agli agguerriti scooteristi che dal giorno x, se mai sarà, si deciderà di applicare il codice della strada...

Per girare questo post alla polizia municipale e all'amministrazione del municipio, clicca sulla bustina e copia-incolla nello spazio apposito gli indirizzi pmgr1706@comune.roma.it, antonella.degiusti@comune.roma.it, alberto.delgobbo@comune.roma.it

2009-03-10

Sovraffollamento e degrado

Il cartello da manifestazione più lungo della storia. Non fai in tempo a leggerlo che hanno già approvato due delibere.

A parte gli scherzi, la manifestazione c'è stata. Mi sono visto un po' di rassegna stampa e ho ascoltato quello che veniva detto. Cose che mi sembravano sensate, anche se io, un po' per deformazione, punterei di più sul discorso traffico.

Il sovraffollamento ed il degrado del centro è anche figlio della mancata applicazione delle regole già esistenti, ad esempio fare le multe sul lungotevere, dove peraltro c'è un ospedale e prima o poi qualcuno ci rimetterà la pelle (se non ce l'ha già rimessa) per quel inevitabile tempo in più che ci mette per raggiungerlo, anche con l'ambulanza.

Tollerano le auto sul marciapiede all'angolo con viale Trastevere, ad esempio, che costituiscono sia degrado diretto, sia pericolo (ospedale), sia degrado indiretto (sovraffollamento). A parte il degrado diretto e il pericolo, ad un primo livello si potrebbero utilizzare le multe per arginare il sovraffollamento, cosa che comunque non risolve il problema, ma almeno darebbe, oltre che un po' di respiro, un messaggio: in centro ci si va con i mezzi (ci sono comunque infinite possibilità, soprattutto di sera, per lasciare l'auto nei dintorni e prendere un autobus o la metro), in centro si rispettano le regole, e via dicendo. Difficile dirlo ora, con quel bel biglietto da visita ben visibile proprio all'ingresso delle aree più calde.

Questo, ovviamente, non esclude che domani tutti ci vadano con l'autobus, creando lo stesso affollamento. Però sarebbe comunque diverso, si darebbe una linea di tendenza sul centro ispirata alla legalità.

Non è stato fatto, e non mi sembra ci sia idea di farlo. Risultato: esiste un numero di locali sproporzionato rispetto alle reali capacità dell'area, anche perché era possibile sballare i numeri della reale capienza, almeno dal punto di vista dei posti auto. Tornare indietro adesso è molto difficile, perché si creano aspettative su più livelli (utenti e commercianti).

2009-02-14

Perché non possiamo non dirci ottimisti


Anche se la situazione è quella che è, ragionando nel lungo periodo non possiamo non dirci ottimisti. Per una serie di motivi.

Raggiungimento del fondo. In primo luogo, non possiamo andare peggio di così. Non un grande argomento, a prima vista. Potrà andare ancora un pochino peggio, diciamo per un altro anno o due, per raggiungere veramente il fondo. Siamo inseriti in un meccanismo tipicamente italiano di soluzione di problemi non in via preventiva, ma in via di cura. Questo sta avvenendo nel lungo periodo, circa da una ventina di anni a questa parte, cioè da quando le macchine hanno cominciato ad aumentare oltre i posti disponibili. Il raggiungimento del fondo non è un momento singolo visibile in maniera evidente, ma significherà semplicemente che la curva degli indignati aumenterà in maniera considerevole, raggiungendo in pochi anni delle soglie critiche. Semplicemente, raggiungere il fondo e poi ci sarà la cura.

Priorità degli interventi. In questo momento storico ci si sta occupando di questioni legate alla velocità e all'alcol. Non è ragionevole trattare solo questi, ma è spiegabile, in quanto apparentemente cause di morte e di disagio più evidenti. Successivamente, risolti - o parzialmente risolti - questi problemi, si arriverà anche alle cause indirette di morte, come l'inquinamento. Nel frattempo le ristrutturazioni dei marciapiedi, a livello progettuale, saranno sempre più belle, perché la capacità progettuale media aumenta, a livello di studi. E quindi saranno necessariamente sempre più incompatibili con le moto e le auto sopra.

Effetto traino. All'interno di sistemi più ampi, come uno stato o un'altra città, vale il principio della distanza, per cui una volta tornati da un viaggio sembra che quel modello non sia più importabile. Si sente infatti spesso dire “eh, ma in una città come Roma...”, per giustificare varie nefandezze. Se però il cambiamento inizierà da una zona di Roma, la differenza sarà più evidente. Questo è un elemento abbastanza casuale, perché dipende dalla circostanza che venga eletto questo o quel presidente di municipio o comandante della polizia municipale che abbia a cuore i problemi della viabilità. Può quindi avvenire domani o mai, ma per la legge dei grandi numeri è ragionevole che avvenga. Può anche avvenire che un pubblico ministero, tornando a settembre da una vacanza in Finlandia, non avvii il meccanismo “cittàcomeroma”, e inizi qualche procedimento per omissione di atti d'ufficio (avrebbe l'imbarazzo della scelta). Anche questo, per la legge dei grandi numeri, è ragionevole che avvenga.

Effetto traino da parte dei cittadini. Io so che oggi ci sono meno di 1.000 indignati in giro per la città, domani ce ne saranno più di 1.000, e in breve 10.000. Su questi temi indietro non si torna. Se fai dei viaggi e vedi come va all'estero, non puoi diminuire il numero di viaggi che hai fatto, ma al massimo aumentarli. Se sei sensibile sull'estetica di una piazza, domani non potrai volerla più brutta. Quando ti indigni è per sempre. A leggere le rubriche di lettere sui giornali sembrano già molti di più gli indignati, in realtà. Il superare alcune soglie critiche significa anche potersi far vedere. Attualmente la gente è spaventata, uno che parcheggia sugli scivoli dei disabili probabilmente potrebbe anche accoltellarti. Diverso se 5 persone si intendono con uno sguardo e spostano il motorino di peso, o restano immobili per non far parcheggiare alla fermata dell'autobus. Uno che ti lampeggia è un matto che ti lampeggia, due che ti lampeggiano sono due matti che ti lampeggiano, tre che ti lampeggiano sono tre matti che ti lampeggiano. Quattro che ti lampeggiano sono quattro persone che ti lampeggiano.

Civiltà e scuola. La civiltà media del mondo aumenta, anche se non sembra. Pensiamo ai progressi fatti rispetto al medioevo. Non mi spiego attualmente come sia possibile che uno parcheggi di fronte agli scivoli per gli handicappati, ma posso immaginare che il sistema educativo scolastico sia investito a sua volta da miglioramenti e da una naturale evoluzione, per cui, ragionando sempre sui grandi numeri, vedo sempre più difficile che si possa ripetere l'errore di non insegnare di non parcheggiare lì. Questo è comunque probabilmente già vero per quelli della mia generazione.

Telelavoro. Salvo scenari socio-politici più catastrofici, ipotizzando una linea del benessere che aumenti costantemente, ci saranno meno occasioni per uscire per forza di casa, e quindi meno traffico anche in questo senso. E ci sarà anche un maggior ordine, la burocrazia funzionerà un tantino meglio, per cui, almeno per le nuove generazioni, guiderò meno con l'ansia di perdere tutti i miei privilegi se non arrivo in tempo e/o non parcheggio vicinissimo e/o non avanzo millimetro millimetro quando il semaforo è rosso.

Gli altri ci guardano. Street-view a parte, l'anomalia sarà documentata e visibile. Si attiverà qualche meccanismo istituzionale di più ampio respiro, un'interrogazione del parlamento europeo, un ricorso alla Corte per i diritti umani e via dicendo. Serviranno dati, si dovranno dare risposte, e questo servirà anche a far aprire gli occhi sul problema.

Il ruolo di ATAC. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi capirà che perde il 20% per inciviltà degli automobilisti, e comincerà a fare la voce grossa.

Il ruolo dei vigili. Probabilmente ora si viene emarginati all'interno del corpo, se si dimostra di lavorare assiduamente. Si sarebbe considerati dei “secchioni”, insomma. Dopo qualcosa cambierà, perché circoleranno in maniera più ampia gli studi sulle malattie, e se la linea del benessere complessivo aumenterà, anche grazie ai primi risultati nella circolazione, capiterà che chi sceglie un lavoro lo sceglie perché gli piace, e quindi sarà più efficiente e più orgoglioso di farlo (questa è ardita, lo so).

Eventi. Purtroppo, e questa è una nota veramente dolente, è molto probabile che alcuni di questi processi avverranno dopo una tragedia. Capiremo che non è molto il caso di tenere le moto parcheggiate sul marciapiede di fronte all'ingresso della metropolitana, quando i mezzi di soccorso resteranno veramente bloccati a Lepanto. Che rettori delle università, funzionari di ministeri, sottosegretari ecc., non esattamente soggetti nel mirino di Al-Qaeda, non è tanto giusto che abbiano un'auto blu, quando una di loro falcerà qualcuno per strada, e via dicendo. La civiltà media del mondo è anche passare dalla cura alla previsione, ma su questo non faremo in tempo.

Foto: Naked_Eyes

2009-02-01

2009

Cosa cambierà nel 2009? Apparentemente niente, perché alcune cose non cambiano da un giorno all'altro, ma per generazioni. Apriranno un altro paio di blog dedicati al degrado, e continuerà ad aumentare il numero di quelli che non ce la fanno più, di poco ma sempre in una misura superiore rispetto al 2008, al 2007 e così via.

Verso il 2011-2012 questo numero comincerà ad arrivare ad una soglia critica. I tergicristalli alzati sulle macchine saranno numerosi. Cominceranno a girare in forma più ampia rapporti sulle malattie causate dal traffico, nonché documentazione audio-video, che farà capolino anche su mezzi di comunicazione di più ampia diffusione. Inizierà un piccolo dibattito a livello nazionale, sui giornali, anche su questi argomenti. Ora ci prenderemo qualche briciolina di riflesso dalle campagne su alcol e velocità, ma la vera presa di coscienza sul resto della circolazione, che ora non c'è, arriverà più tardi.

Questo darà ulteriore forza ai "civili". Si cominceranno a creare due vere e proprie fazioni, e il tutto assumerà i contorni del contrasto vero e proprio, anche fisico, ad esempio nelle fermate degli autobus, luogo di aggregazione in cui non si è isolati. Molti si posizioneranno sulla strada, a una distanza tale da creare un muro per le auto. Ci sarà qualche rissa, e qualche danneggiamento. Questo darà ancora più visibilità, e comincerà insomma a svilupparsi una vera ostilità verso chi, nonostante tutto, prende ancora l'auto. Sarà insomma un processo a valanga.

Dal 2015 circa queste istanze verranno recepite anche a livello politico, e saranno in qualche modo inserite nel dibattito elettorale, anche se ancora in forma generica. Nel frattempo, altre città avranno cominciato programmi seri di risanamento, anche in Italia. I disabili potranno riuscire di casa, e anche essi faranno sentire la propria voce. Per chi sarà già predisposto, e comunque interessato dal dibattito, non sarà più possibile dimenticarsi ciò che ha visto tornando a casa dopo un viaggio, e cominceranno a smettere di rispondere a qualsiasi domanda con "eh, ma in una città come Roma...", per giustificare tutto. Ora la maggioranza incivile ti riassorbe, quando la maggioranza girerà sui civili sarà diverso.

La domanda di cambiamento sarà a quel punto imponente. Sembrerà incredibile aver vissuto per anni in questa situazione, e non aver avuto la capacità di fare niente. Dal 2015 al 2020 si cominceranno a multare le auto in divieto di sosta in maniera sistematica, anche grazie a strumenti tecnologici di controllo. Alcune zone critiche, come le fermate della metropolitana, saranno assolutamente sotto controllo costante. Si abbandonerà l'idea del presidio fisso, per arrivare compiutamente a ipotizzare dei giri di controllo più strutturati, anche grazie all'ausilio della tecnologia.

Gli arredi urbani saranno fatti a prova di bomba, perché teoricamente e progettualmente non si potrà giustificare il degrado, con più occhi addosso. Lo si potrà fare ancora a livello di fatto, ma non teorico, e in questo già qualcosa si vede. Il contrasto tra "noi" e "loro" sarà sempre più evidente, e ci sarà un qualche richiamo da parte dell'Unione Europea, o dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

La tecnologia e l'organizzazione supererà da sola il desiderio delle persone di non volerla far funzionare. Non succederà più che per giorni i telefoni dei vigili non rispondano. Tralaltro, le segnalazioni si faranno via email, volenti o nolenti ci saranno delle tecnologie che non potranno non essere adottate. Non sarà più giustificabile l'inerzia. I vigili non potranno più rispondere che non fanno le multe perché, non potendo multare tutti, verrebbero "denunciati dagli altri per omissione". E ci saranno anche vigili che crederanno nel loro lavoro, e nell'idea delle multe come strumento per contrastare il traffico, e qundi le malattie (alle quali peraltro sono i più esposti) eccetera. Questo, almeno per la legge dei grandi numeri, prima o poi dovrà capitare.

Le pubbliche amministrazioni sono un terreno delicato, in alcuni casi si viene emarginati o considerati dei secchioni se si fa "troppo". Anche questo cambierà, lentamente, perché migliorerà l'informazione, e il fiato sul collo dell'opinione pubblica.

E una volta in cui verrà pienamente individuato il problema a livello amministrativo (2015), il passo per far fare le multe anche agli ausiliari privati è brevissimo, con l'ATAC che nel frattempo se ne renderà conto anch'essa e scalpiterà per quel 20% (nostra stima) che attualmente perde in velocità delle corse a causa dell'inciviltà stradale e delle non-multe (un altro 5% lo perde, sempre a nostro parere, per l'inciviltà dei suoi conducenti, che pure sono persone).

Nel frattempo nasceranno nuove generazioni di guidatori, e la minoranza di quelli che ancora guidavano male sarà ridotta ad una minoranza irrilevante, per poi quasi scomparire nel 2025, anno in sostanza in cui si decreterà una soluzione al 99%, mentre per il centro sarà anticipata al 2020-2022.

Ci sarà comunque ancora qualche piccolo residuo di inciviltà, un 1%, che ci porteremo dietro per altri 10 anni, ci ricorderanno delle ferite di questo periodo, ma saranno piccoli ricordi del buio passato. Ci ricorderemo che solo 15 anni prima veniva tollerata la sosta di fronte agli scivoli per i disabili, o in prossimità degli incroci, e che erano le stesse macchine della polizia a parcheggiare male.

Qualcuno poi forse pagherà per questo, verrà allontanato, licenziato, processato, qualcun altro dirà che aveva sempre sostenuto una forte politica di contrasto al degrado, e che quello che raccontavamo noi 10 prima erano solo frottole. In tal caso, avrà le mani ancora più sporche di sangue, e gli si potrà perdonare solo di aver (non) agito nella totale (o quasi) accondiscendenza da parte della popolazione.

Foto: Vermin Inc

2009-01-17

La madre di tutte le ipocrisie

Nel 2008 ci sono stati due incidenti mortali su via Nomentana, all'incrocio con viale Regina Margherita.

Dopo, sulla scia di alcune polemiche legate a quello specifico incrocio, è stato istituito un presidio fisso, che in sostanza ha il compito non tanto di inseguire, visto che la macchina sta incastrata tra marciapiedi e alberi, ma di intimorire nel senso che lascia i lampeggianti accesi di notte, per cui si presuppone che uno, vedendo i lampeggianti, rallenti.

A parte la sproporzione tra costi e vantaggi effettivi di una cosa del genere, o meglio, svantaggi, visto che è un auto in meno che gira, e gli incidenti avvengono ovunque, il presidio c'è anche di giorno, ma più che altro per il traffico. Un giorno dovremo parlare, dal punto di vista storico-culturale, del fatto che servono dei vigili per evitare che le auto impegnino lo stesso l'incrocio. Comunque, la tolleranza zero per l'incrocio è quella che potete vedere nei seguenti video:



2009-01-11

Con calma olimpica

Dopo 72 anni dall'apertura, pare che verranno fatte le multe di fronte allo stadio in occasione delle partite.

Appunto a futura memoria: una notizia del genere è una notizia.

Non sarebbe male andare a vedere cosa succederà quel giorno.

2009-01-07

La prima impressione è quella che conta

Passi tutto il resto, ma non possiamo far arrivare i turisti ad Anagnina. Basta.

Foto: smipii

2008-12-26

Ignoranza ed arroganza

Ignoranza ed arroganza sono i due elementi principali che caratterizzano l'inciviltà stradale italiana. A mio parere, qualsiasi comportamento può essere letto sotto la luce della prima o della seconda, o di una commistione tra le due.

L'ignoranza è generalmente la base, l'arroganza scatta nelle situazioni di contrasto. Se rispetti il limite di velocità, vieni lampeggiato e eventualmente insultato. L'ignoranza è non sapere che quel limite c'è per un motivo, magari anche solo per una questione di rumore alle case vicine. L'arroganza, ad un primo livello, è pensare che quel limite sia assurdo (e questa è ancora ignoranza-arroganza). Al secondo livello, nel lampeggiare e suonare all'altro, cioè nel manifestarla esteriormente.

E' talmente tanta, l'arroganza, che non mi fermo di fronte ad una generale libertà di comportarsi come si vuole: bon, quel tale va piano, arriverà più tardi. No, siccome sta facendo arrivare un po' più tardi anche me (in realtà di pochissimo), la mia arroganza mi impedisce di analizzare la mia ignoranza, ed eventualmente mettere in discussione il mio, di comportamento, come sbagliato, ma mi fa individuare il suo come sbagliato, e non di poco, se arrivo al punto di manifestare addirittura un comportamento violento, cioè lampeggiare eccetera.

In Italia, nel campo stradale, abbiamo saltato il guado, e siamo nella modalità ignoranza più arroganza. Le campagne di prevenzione puntano sull'ignoranza, ma non sull'arroganza. Queste puntano anche sull'arroganza, ma quando l'arroganza è troppa, come in Italia, non c'è probabilmente modo di puntare anche lì. Purtroppo, in linea con l'atteggiamente generale anti-prevenzione che predomina, l'unico modo è quando capita un incidente grave a sé o a un proprio parente o amico intimo. E non è neanche detto che poi il "periodo di prudenza" sia duraturo, dato che quella dei limiti assurdi e delle multe per far cassa sono verità ormai incontrovertibili.

Bisogna ragionare per generazioni, e in questi termini pensare più che altro alle prossime. Gli attuali ce li siamo un po' giocati. In qualche modo possono essere anche multati, ma più con l'atteggiamento di un cane da pastore che abbaia alle pecore per non farle cadere in un crepaccio, che con quello della madre che rimprovera il bambino che ha mangiato i biscotti prima di cena.

2008-11-16

"147"



Il canale romasicura su YouTube sta diventando sempre più avvincente.

Ora, uno che va a 147 sull'Appia forse neanche sa cosa sia YouTube, ma non è questo il punto. Il punto è che, pianin pianino, sta cambiando la percezione. E' inevitabile, è nelle cose, è nel fatto di essere inseriti in uno scatolone Europa che non può che trainarci verso l'alto.

Io neanche pensavo che esistessero controlli di questo tipo, e che le telerilevazioni della velocità col laser fatte da auto civetta fossero una specie di leggenda metropoliana, o solo una sperimentazione poi abbandonata sotto cascate di ricorsi.

Cambia la percezione, sappiamo di poter essere beccati in questo modo, e quindi pensiamo. Oltre alla paura, se pensiamo possiamo abbandonare il guidare come operazione istintiva. O addirittura avvicinarci a vedere il sistema stradale come un insieme di regole razionali che conviene a tutti rispettare. Pensare fa sempre bene.

E se più persone pensano, e riducono anche di poco i comportamenti illegali, beh, è qualcosa che va in una direzione. Poi a non parlare più al telefonino mentre si guida, non bere, non drogarsi eccetera è un attimo. E quelli che superano i limiti di velocità saranno sempre più isolati. E quindi sempre più coglioni.

Per la doppia fila, i motorini sul marciapiede ed il divieto di sosta invece c'è da aspettare, anche a livello di percezione istituzionale. Ma arriverà anche quello.

In questo senso noi, l'abbiamo detto tante volte, dal canto nostro non possiamo far altro che rispettare scrupolosamente il codice della strada.

Un'ultima cosa: il primo che dice "a" riguardo al fatto che il fermato è un rumeno, pensando a travi e pagliuzze si vada a leggere qualche libricino tipo questo, così, stereotipi per stereotipi...

2008-11-08

L'aereo più pazzo del mondo

Non mi sembra un'idea azzeccatissima quella di indicare, sulle nuove mappe Metro e ferrovie regionali dell'ATAC, il simbolo dell'aereo vicino alla stazione di Ciampino (PDF).

Voglio dire, magari per sbaglio capita qualche turista che vive in strani posti in cui si arriva in aeroporto in metropolitana, e magari crede che arrivando alla stazione di Ciampino si arrivi anche all'aeroporto.

Invece no. Da lì bisogna prendere un autobus, con frequenza di 20-30 minuti, ma buchi, in certi orari, anche di 50 minuti.

Viene inoltre simpaticamente indicato, come tempo di percorrenza, 5 minuti. Un tempo di percorrenza di questo tipo già può saltare a seconda di quanta gente salga, o per un paio di persone che abbiano problemi con monete e resti per il biglietto. Poi è in coincidenza con i treni...

E 20 minuti, genericamente, sono previsti sia per le corse che da Anagnina passano per Ciampino Stazione o Ciampino Paese, sia per le corse dirette.

Il vero tempo di percorrenza, peraltro, dipende anche da quante macchine abbiano quel giorno parcheggiato in seconda fila per le strade di Ciampino città.

Qualcuno ha mai perso un aereo in questo modo?

Foto: Flickr

2008-10-29

Pazienza, domani farò il giro largo

Leggo questa notizia e non so se conservarla per il futuro, per pensare "come eravamo", o se non capisco io.

Che-senso-ha fornire "con cadenza periodica la mappa delle corsie preferenziali controllate dagli ausiliari", che "per essere più riconoscibili indosseranno nuovi gilet color rosso Roma"?

Che senso ha?

Non capisco, veramente. Io gli ausiliari li farei vestire da pali della luce, da finestre, li apposterei sui tetti, ma soprattutto investirei in telecamere. Come fanno a costare di più di risorse umane su risorse umane, che tralaltro si devono prendere pure lo smog?

Qui ci diranno dove saranno, e come si vestiranno! Che senso ha?

Da che mondo e mondo i controlli si fanno appostati. In tutti i film c'è sempre una macchina della polizia dietro una siepe, pronta a partire. Ma chi l'ha visto mai un inseguimento da queste parti.

Si prende un principio generale, che è quello della trasparenza, e si pretende di applicarlo anche a situazioni che non c'entrano niente, come per loro natura sono i controlli.

Ok, si fa per prevenire... Possiamo pretendere di ragionare in questo modo - o solo in questo modo - qui e ora, a Roma? C'è un po' di confusione: guardatevi le foto, seppur modeste, pubblicate qui a destra, e guardatevi anche la galleria "Le vite degli altri". Anzi, fatele partire insieme.

Ma soprattutto guardatevi intorno quando uscite di casa. C'è spazio per la prevenzione? O per i "preavvisi dissuasivi"? C'è spazio per la sensibilizzazione della gente? Non so, a me sembra metà uscita da Trainspotting, l'altra metà da Romanzo Criminale.

Direi anche di pubblicare ogni mattina le linee e le stazioni della metro dove ci saranno i controllori, dove gli autovelox (già lo fanno), ma anche in quali depositi sospetti avverrano perquisizioni antidroga, e quale sarà il giro delle pattuglie notte per notte.

Foto: Flickr

2008-10-25

Scommettiamo che

Piazza Venezia, lato di via del Teatro di Marcello: ci sono lavori per creare un'isoletta di traffico rialzata. 10 a 1 che si parcheggeranno ugualmente a margine di questa isoletta. (ultim'ora: scommessa vinta, si stanno già ora parcheggiando al margine del cantiere, che è molto più in là)

Ha ragione Degrado Esquilino: gli arredi urbani vanno fatti a prova di bomba, almeno da queste parti. Non potete prendere un urbanista, che so, di Trieste, che ha studiato su un libro scritto da un professore di Monaco di Baviera. Dovete prendere la gente del posto, almeno per i posti con delle storture.

E' come se mettessimo a combattere la mafia i poliziotti di Disneyworld. Direbbero "mmm, facciamo una bella maxi-multona ai Casalesi".

L'amara riflessione, amarissima, è che siamo arrivati al punto in cui siamo costretti a riflettere seriamente sull'opzione di impedire fisicamente le infrazioni, con dissuasori, marciapiedi rialzati, cordoli eccetera. Anche a discapito di altro: costi, restringimento dello spazio per manovre di emergenza, estetica, difficoltà per i pedoni ecc.

Siamo arrivati a questo punto, incredibile. Le colpe sono varie e più o meno da ripartire:
inciviltà di base della popolazione (vigili compresi) --> non multe --> aumento dell'inciviltà
inciviltà di base --> precarietà generale --> aumento dell'aggressività

2008-10-22

Trastevere: lo schifo, in onda tutti i fine settimana

Come si può non notare il degrado di Trastevere? Come si può non considerare che quasi tutto il traffico dipende dalla sosta selvaggissima da subito dopo p.zza Trilussa fino a ponte Garibaldi?

Ancora più lampante è l'altro lato: l'80% del traffico dipende da una singola auto, una sola, quella che parcheggia in corrispondenza del palazzo che sporge, pochi metri dopo il civico 14.

Non è la quantità di traffico che provoca gli ingorghi, ma gli imbuti.

Ogni singola auto in sosta vietata significa un rallentamento, nella sua stessa manovra di parcheggiare in sosta vietata. Tralasciando il fatto che sono auto in più rispetto alla capienza massima della zona, e quindi inquinamento in più.

Vanno costretti a parcheggiare più lontano, o a prendere l'autobus, a suon di verbali, senza pietà e senza esitazioni, senza voltarsi indietro. Trastevere sarebbe un ottimo laboratorio, anche per creare il famoso effetto-volano per ripartire su altre zone.

Cosa aspettano i vigili? Che l'assuefazione all'illegalità raggiunga quali nuovi stadi?

No, non ho dimenticato che più avanti c'è un pronto soccorso. Ne riparleremo...

2008-10-14

Piazza Mazzini Revolutions

Ancora multe a piazza Mazzini, per la precisione ieri alle 12,30.

E anche oggi la situazione è quella che vedete nella foto. Per cui, se non siamo diventati Svedesi nella notte, significa che sono passati anche oggi.

Non so se questa strategia faccia parte di un disegno più ampio, che coinvolgerà tutto il quartiere. Per il momento, però, bene così.

Ribadiamo il concetto che sono assolutamente buone le iniziative forti su una zona sola: creano avamposti di legalità dai quali partire per nuove azioni in punti limitrofi. Il processo è virtuoso perché chi vede una zona "liberata" sarà più propenso a notare le storture nella propria, a pretendere un trattamente ugualmente favorevole, a mandare un pernacchione a chi parcheggia male e - chissà - a parcheggiare non più male egli stesso.

Non mollate la presa adesso, anche se i risultati sembreranno non arrivare, e se i balordi andranno a parcheggiare in zone vicine. Non mollate, è un investimento di lungo periodo.

In generale, è opportuno ricordare come la nostra visione non sia poi esattamente questa, ma è leggermente più articolata: non passaggi in un posto solo e tutti i giorni, ma secondo priorità e un calendario predeterminato. Le risorse ci sono, perché basta abolire i presidi fissi, includendoli anch'essi come zona di passaggio, magari a priorità alta.

Comunque, come già detto più volte, va bene anche così. Andrebbe bene anche semplicemente camminare a caso e applicare il codice della strada.

2008-10-09

Nel nostro piccolo

Cose piccole che possiamo fare, per essere in primo luogo civili, ed essendolo sperare di comunicare ed emanare un po' di civiltà, che è contagiosa e segue il principio dei circoli virtuosi, più di quanto si creda:

- rispettare pedissequamente il codice della strada. Questa deve essere la base per poter avviare qualsiasi tipo di discorso. Pedissequamente significa leggere quei pali che ci sono ogni tanto, non superare la striscia d'arresto del semaforo, rispettare la curvatura delle corsie, non fermarsi mai in seconda fila eccetera. A livello psicologico, vale molto il principio "tanto non lo fa nessuno...". Noi lo facciamo, in primo luogo perché consideriamo il codice della strada un buon sistema, anche se a volte nessuno capirà perché stiamo attuando quel comportamento apparentemente incongruo.

- fermarsi sulle strisce pedonali. Fermarsi significa fermarsi, non avviare complicati studi di fisica dinamica per calcolare il minor rallentamento possibile per sfiorare il tallone del pedone. Fermiamoci. E ripartiamo quando il pedone ha superato lo spigolo della macchina

- in caso di code, mantenere il più possibile una velocità costante. Se la coda procede a singhiozzo, non arrivate alla massima velocità possibile (25, wow) per poi dover frenare, ma individuate un'andatura, da percorrere in terza o in seconda, che vi permetta di saltare uno o due turni di frena&riparti. Anche l'ambiente ringrazierà

- abbassare i fari se attraversa un passeggino o un cane. Gli anabagglianti sono in realtà potenti come gli abbaglianti, solo sono rivolti verso il basso. Fate voi

- andate piano. Che fretta c'è? Non ve lo tolgono il lavoro, e il parcheggio tanto è già preso. Non perderete tutti i vostri privilegi, e nessuno vi considererà poco virili per allevare dei figli. E poi non siete nelle colline del Chianti, in città ci sono i semafori, che mettono tutti d'accordo e appianano i tempi

- non usate proprio la macchina. Ci mettete lo stesso tempo con i mezzi? Ahahah, state spendendo centinaia di euro in più all'anno. Ci mettete 15 minuti in più con i mezzi? Uguale. Ci mettete 30 minuti in più? Sui mezzi potete leggere e camminare. 45 minuti in più? Impossibile, a meno che non abitiate nell'autodromo di Monza. "Tu non sai dove abito io, ci metterei 2... 3 ore con i mezzi!". Puoi fare auto + bus, o forse dovresti studiarti meglio le mappe

Poi ci sarebbe tutta la parte dei dialoghi. Non sono proprio cose da fare civili ma più sfoghi. Sulla strada i dialoghi subiscono una preoccupante involuzione, per cui le 150 parole che normalmente utilizziamo si riducono a... una. Una specie di mugugno allungato, da emettere, non si sa perché, rivolgendo il braccio teso verso l'altro, con il palmo anche verso l'alto, ma un po' in diagonale.

Quindi sconsiglierei di avventurarsi in concetti troppo complicati: "sa, lei entrando nel quartiere sapendo che i parcheggi finiscono intorno alle 9, ha di fatto compiuto un abuso, ed è corresponsabile dell'inquinamento in più che...". See, ciao! E comunque ricordate che il divieto di sosta è ancora di fatto depenalizzato.

Al limite, l'unica frase pungente, se vedete uno che parla al telefonino, è: "l'ospedale te lo pago pure io!", dopo avergli fatto il segno del telefono. Ma questa potrebbe già essere troppo lunga.

Altra cosa, se vedete qualcuno mentre parcheggia male, è: "guardi che qui le faranno la multa quasi sicuramente, stanno intensificando i controlli in questa zona". "E dove la metto? A casa sua, non deve venire in centro con la macchina / non deve venire in macchina in un posto in cui non ci sono posti". "Sa dove abito io? Ci metterei 2...". Basta, passate ad un altro, bisogna ottimizzare le risorse.

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