Ho deciso di non andare più all'Auditorium (salvo per biglietti già comprati), finché non verrà risolta la questione della viabilità lì intorno. Come già detto in un vecchio post, l'Auditorium è un bel posto, e possiamo permetterci di avere un bel posto che funga da volano anche per le altre aree.
Non è una proposta di boicottaggio, ognuno faccia quello che crede. Al limite l'Auditorium, con i suoi milioni di visitatori l'anno, si potrebbe anche permettere di essere boicottato da un piccolo blog. E' semplicemente la presa di coscienza del fatto che anche quello sta diventando un luogo degradato. Non l'interno dell'Auditorium, ma le sue immediate vicinanze. Questo non significa che non sia un problema dell'Auditorium fare pressioni sui vigili perché vengano fatte le multe nelle strade attorno. A mio parere, lo è.
Se non risolviamo i problemi di viabilità di fronte ai posti belli, se non partiamo da lì e se gli stessi posti belli non prendono in mano la situazione, allora i problemi non li risolveremo da nessuna parte. L'Auditorium è anche uno dei posti in cui si fa cultura, e dovrebbe quindi essere sensibile a queste tematiche e capire questa provocazione.
La premesse è che la zona dove si trova l'Auditorium è una di quelle a posti infiniti, quindi non vale nessuna giustificazione: se tutte e tre le sale fossero piene e ognuno avesse un'auto, i posti del Villaggio olimpico basterebbero abbondantemente a soddisfare tutta la domanda. Tanto più che l'Auditorium ha anche un proprio parcheggio interno.
I posti del Villaggio Olimpico, tralaltro, dopo due traverse diventano a pagamento fino alle 19, e quindi sono compatibili con qualsiasi attvità serale. Inoltre, la zona è servita benissimo dal tram 2, e da diversi autobus, come quello che è rimasto bloccato nel video che viene riproposto qui.
Questo post viene girato, per eventuali repliche, a relazionipubblico@musicaperroma.it e a info@musicaperroma.it
2009-03-18
Sempre la solita musica
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2009-01-17
La madre di tutte le ipocrisie
Nel 2008 ci sono stati due incidenti mortali su via Nomentana, all'incrocio con viale Regina Margherita.
Dopo, sulla scia di alcune polemiche legate a quello specifico incrocio, è stato istituito un presidio fisso, che in sostanza ha il compito non tanto di inseguire, visto che la macchina sta incastrata tra marciapiedi e alberi, ma di intimorire nel senso che lascia i lampeggianti accesi di notte, per cui si presuppone che uno, vedendo i lampeggianti, rallenti.
A parte la sproporzione tra costi e vantaggi effettivi di una cosa del genere, o meglio, svantaggi, visto che è un auto in meno che gira, e gli incidenti avvengono ovunque, il presidio c'è anche di giorno, ma più che altro per il traffico. Un giorno dovremo parlare, dal punto di vista storico-culturale, del fatto che servono dei vigili per evitare che le auto impegnino lo stesso l'incrocio. Comunque, la tolleranza zero per l'incrocio è quella che potete vedere nei seguenti video:
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2008-07-09
Giochi sotto l'ombrellone
In questo video di 14 secondi è possibile individuare 16 infrazioni.
Quali?
La polizia municipale purtroppo è impegnata a 200 metri da lì in un presidio fisso.
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2008-06-15
E'-già-vietato, versione Parioli
In occasione della visita di Bush, anche ai Parioli hanno messo cartelli di divieto di sosta dove era già vietato. C'è da dire che questi erano anche "e di fermata", e quindi a rigor di logica avrebbero anche un senso, da un punto di vista formale ("ora non ci si può neanche fermare").
Ma il punto è un altro: questi cartelli aggiuntivi vengono messi in punti in cui il cartello originario, di sosta o di fermata che sia, è totalmente ignorato. Ci si farebbe (molta) più bella figura a togliere direttamente i cartelli originari. Ma poi si scoprirebbe che le strisce per il parcheggio non potrebbero essere disegnate, perché troppo vicine alle rotaie del tram, a un incrocio eccetera.
Come già detto, l'effetto finale è "avete vinto voi, parcheggiate pure qui, anche se è vietato, quando lo sarà veramente vi metteremo un cartello a ricordarlo". E' l'Italia maccheronica, dell'ultimo momento e di facciata del "severamente proibito".
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2008-06-05
+ multe - la spostiamo dotto'
Per puro caso ero nel posto giusto al momento giusto, e ho immortalato un tentativo di mega-infrazione fatto morire sul nascere, con lo sguardo, da una pattuglia di passaggio ai Parioli.
La mini-riflessione sulla questione è che forse gli sguardi, i gesti, i "la spostiamo dotto'?" servono a poco, dal momento che domani chi guidava quella macchina rifarà la stessa cosa, e sa che se la caverà, al massimo, con una ramanzina.
Fate le multe: non stiamo ad Helsinki, e nemmeno a Vienna. Almeno un paio di generazioni sono ormai irrecuperabili, e non possiamo giocarcela sulla sensibilizzazione, per lo meno non totalmente, e non in questa prima fase.
Fate le multe, mettete telecamere ovunque, anche se qualcuno non capirà e protesterà. Ora bisogna pensare, materialmente, a liberare i marciapiedi, le strisce pedonali, gli incroci, gli scivoli per i disabili, che sembrerà incredibile per chi legge questo sito da fuori, ma sono praticamente tutti ostruiti.
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2008-05-03
Fissati coi presidi fissi
Come già detto, non vedo molto di buon occhio i presidi fissi. Nel quartiere, tra fissi e semi-fissi, me ne risulta ce ne siano 4-5:
- P.zza Cavour
- Via Lepanto
- Via Golametto
- Via M. Amato
- V.le Mazzini
- Raggio di azione limitato
Faccio un esempio da un altro municipio, così da non creare troppe polemiche: a p.le Flaminio c'è un presidio fisso anti-venditori abusivi. A 50 metri vengono tollerate le auto in divieto di sosta e di fermata, quando basterebbe che ogni 20-30 minuti uno dei due o più vigili di quel presidio si facesse un giretto, tanto i venditori abusivi, se vedono il camioncino dei vigili, non tornano per certo sul marciapiede.
- Possibili casi di micro-connivenza
- Cosa succede quando il presidio scompare?
Qual soluzioni? In particolare, dal primo punto, emerge secondo me l'esigenza di girare, camminare. Se io so dove stanno i vigili è finita: qui la battaglia, in attesa delle telecamere, si dovrebbe giocare sugli appostamenti, sulle imboscate fatte dalle auto in borghese, su passaggi a tappeto studiati in maniera strategica.
Si propose, a suo tempo, un sistema semplice per organizzare i giri dei vigili, ma basterebbe anche camminare a caso, e proprio la paura di poter essere pizzicati in qualunque luogo e in qualunque momento può, forse, cambiare qualche abitudine. Servirebbe poi un corso intensivo sugli effetti dell'inquinamento sui polmoni, per aumentare un po' la cattiveria dei vigili.
Il presidio fisso mi sa di soluzione tampone, e anche un po' pigra. Si individuano dei punti chiave, e si fa vedere che lì il problema lo si è voluto risolvere in maniera radicale. In realtà il problema non viene risolto neanche lì, e comunque girato l'angolo c'è un Ponte Milvio (l'evoluzione dei modi di dire), senza contare lo spreco di risorse.
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2008-02-21
La posta - Flaminio: un quartiere abbandonato a se stesso (2)
Pubblichiamo la seconda parte della lettera di "es" (qui la prima parte):
Vi spiego cosa intendo per coerenza.Da questi spunti, è possibile utilizzare i commenti per avviare una discussione.
Se da un lato si parla di sicurezza stradale, è necessario che il comune provveda a manutenere il fondo stradale e la segnaletica a terra, le scrisce pedonali ed i segnali di stop in primis. Dopo un incidente che è costato ad un ragazzo la frattura di entrambe le gambe, "qualcuno" si è deciso a ridipingere le strisce pedonali che permettono l'attraversamento dalla fermata del tram al maciapiede vicino alla scuola Guido Alessi, sempre nel quartiere Flaminio.
E' fondamentale che ogni qual volta si verificano incidenti di questo tipo il cittadino denunci il Comune di Roma per lesioni colpose e, quando il caso, per tentato omicidio. Altro che campagne per la sicurezza, è con l'esempio che si comincia. Se nessuno crede nell'importanza della segnaletica negli attraversamenti pedonali, che senso ha portare avanti nelle scuole campagne di educazione stradale?
E' un'evidente presa per i fondelli.
Le strisce in questione erano divenute praticamente invisibili, simili livelli di manutenzione non sono riscontrabili in nessun altro Paese della Comunità Europea.
Sempre all'altezza di Largo Jacometti le stisce pedonali sono invisibili, così come i segnali di stop. Serve un altro incidente per farle ridipingere?
Un altro aspetto della corruzione - che altro nome dargli? - è la qualità degli interventi di ripristino delle strisce, che un tempo venivano fatte con uno strato accettabile di pittura, mentre oggi vengono fatte con uno strato appena coprente, destinato a usurarsi in pochissimo tempo ed a incentivare quindi l'attivazione di nuovi
subappalti.
A mio parere c'è di che mandare in galera un po' di gente, ma siamo italiani, quindi restiamo tolleranti.
Se i primi che non rispettano le regole sono quelli che dovrebbero farle rispettare, di cosa stiamo parlando?
I vigili urbani utilizzano abusivamente i dispositivi di controllo dei semafori, le strisce blu per i parcheggi sono dipinte in contrasto con il codice della strada, non rispettando i 5 mt di distanza dagli incroci. Ho visto strisce blu dipinte sopra alle strisce di stop,
peraltro poco visibili. Ma di che stiamo parlando?
Sono assolutamente furioso, vi prego fatemi giustizia e fatela a tutti coloro che amano ancora questa città.
Se volete altri dettagli non avete che da chiedermeli, potrei scriverci un libro.
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2008-02-15
La posta - Flaminio: un quartiere abbandonato a se stesso (1)
Ci ha scritto "es", un abitante del II Muncipio (Flaminio). Anche se per ora non ci occupiamo esplicitamente di quel quartiere, riteniamo importante aprire finestre su zone più ampie, per non perdere il polso della situazione ed avere una visione di insieme dei fenomeni.
Pubblichiamo la sua lettera in due parti:
Ho visto il vostro sito ed ho esultato. La mia rabbia non è contro l'inciviltà degli italiani, nello specifico dei romani, ma contro chi è preposto ad educare ed a formare i cittadini e non lo fa.
Le mie vittime preferite sono i vigili urbani, nel mio quartiere, il Flaminio, presenti solo in occasione delle partite, per tenere libere le rotaie del tram, e da qualche tempo il venerdì, per tenere lontani (fino ad una certa ora) gli ambulanti privi di licenza.
Li abbordo con cortesia e gli segnalo i problemi del quartiere, mi rispondono che sono in pochi , che non possono fare niente, che non è compito loro, di rivolgermi al II Municipio e quant'altro. Gli chiedo di recepire la mia segnalazione, imbarazzati annuiscono con la testa e riprendono a mangiare il loro panino.
Sinceramente non so se si tratta di corruzione, di un ordine politico di scuderia o di che cos'altro, fatto stà il mio quartiere è davvero terra di nessuno.
Ieri mi sono trovato dalle parti di via La Spezia, che non conosco bene, dove ci sono i lavori per la metropolitana e la segnaletica a terra, provvisoria, è di colore giallo. Non essendo della zona accidentalmente mi sono trovato su una corsia preferenziale, doppia linea gialla anche quella, ho cercato di uscirne ma l'unica uscita era al termine del tratto stradale.
Erano presenti per multare chi, spesso accidentalmente come me, passava in quel breve tratto, un gruppo di 4 ausiliari ATAC e, poco più avanti, un gruppo di 3 vigili urbani.
Se ho sbagliato pago, non chiedo clemenza, soltanto mi chiedo: perchè in un tratto con segnaletica confusa si accaniscono in tanti per tirar su grana ed in un quartiere come il mio, dove regna l'anarchia più totale, non c'è modo di vedere un vigile nell'esercizio delle sue funzioni?
Il fine è quello di mantenere ordine e di educare il cittadino, oppure quello di tirar su grana il più possibile in zone dove non ci sono negozi? Sono stato troppo chiaro?
In Piazza Ignazio Jacometti c'è un parcheggio a pettine a livello, le auto parcheggiano abusivamente in centro strada ed in doppia fila, rendendo difficile e pericolosa, per chi parcheggia entro le strisce, anche pagando, l'entrata e l'uscita dal posto auto.
Oltre ciò i marciapiedi sono normalmente utilizzati per parcheggiare grossi suv, motorini ed altre autovetture.
Sporcizia e fondo stradale mal messo completa il quadro da terzo mondo, in uno dei quartieri "aristocratici" di questa città.
Ma affondiamo la questione, per far capire bene di chi è la colpa e la responsabilità di tutto questo, se dei cittadini incivili, mantenuti nell'inciviltà, o del comune che non mostra assolutamente di avere una politica "educativa" nei confronti del cittadino.
In fondo le multe sono la principale fonte di reddito per tanti comuni, credo anche per quello di Roma, se la gente diventasse più civile, da dove verrebbero i soldi?
Le multe devono servire come elementi educativi e dissuasori, associati ad una coerenza assoluta, non come pratica per rastrellare denari.
(continua)
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