2008-06-12

Che fare (persone)

continua dal post Che fare (mezzi pubblici e sensibilizzazione)

Cosa possiamo fare noi. Forse serve un po' più di coraggio, e lo dico come primo pauroso. Quando vado in giro metà mi sembrano usciti da Trainspotting, l'altra metà da Gomorra, e può rivelarsi rischioso anche solo alzare un tergicristallo. Molte energie sono sicuramente sopite per paura, e per una certa sensazione che tanto "non cambierà mai". E in questo non aiuta vedere ciò che si vede ogni giorno, e più che altro vedere chi controlla che per primo viola le regole magari proprio in uno di quei punti-chiave strategici.

La senzazione, comunque, è che per ogni persona che vede, ad esempio, Ponte Milvio come un paesaggio urbano ragionevole, ce ne sono due che lo ritengono uno scempio insopportabile, così come il non poter attraversare la strada praticamente in nessun punto per una sedia a rotelle. Ne è un indice il numero record di siti che si occupano in generale dell'argomento del degrado, e sono appunto solo la punta dell'iceberg. Non credo ce ne siano così tanti ad Oslo, ma neanche a Madrid o a Milano, per dire.

Noi possiamo non dare un'indicazione a chi ce la chiede da un motorino su un marciapiede, o da una macchina parcheggiata male, o metterci una mano sul naso e far vedere che passiamo alla larga da un motorino acceso, sempre sul marciapiede.

Possiamo inoltre evitare di frequentare ristoranti, bar, negozi, cinema eccetera che non si pongano il problema di avere parcheggi decenti di fronte alla propria attività, per lo meno in quella fascia oltre la quale la responsabilità è anche loro, perché ad un certo punto diventa anche loro. Un altro criterio è boicottare quelli in cui è lo stesso proprietario dell'attività a parcheggiare male.

Per chi cerca emozioni più forti, è possibile aspettare l'autobus in strada vicino al marciapiede, e non spostarsi, in una sorta di disobbedienza civile, se qualcuno vuole parcheggiare. Così come non spostarsi se si è in una posizione da pedone e legittimamente in diritto di passare, come su strisce pedonali e marciapiedi.

Il rischio c'è, va detto, ed è tanto più alto quanto più l'attività che vogliamo impedire è da incivile, perché significa che il tizio che la vuole compiere è veramente incivile-irrecuperabile. Tenete anche presente che più il tizio è incivile, e meno sarà "convincibile" che quella che ha fatto è un'inciviltà. Quindi, a meno che non vi siate già sdraiati per terra, in certi casi conviene razionalmente lasciare perdere. Non serve mettersi a litigare per la strada. Alcuni sono irrecuperabili, e irrecuperabile significa irrecuperabile. La sensibilizzazione è più un affare da lungo periodo.

Più blando è attraversare a velocità normale sulle strisce (molti corrono, e ringraziano pure!), e in generale comunicare l'idea che si può anche camminare piano. Non perderò tutti i miei diritti se arrivo tardi in un posto. Noto poi che da qualche parte si sta cominciando a fare delle code, quindi la fretta nevrotica dell'arrivare prima di tutti potrebbe essere un concetto sul quale lavorare. Anche se molti continuano a fare quella cosa strana e misteriosa del semaforo, credo inventata da un venditore di frizioni: io (generico) faccio un pezzettino per mettermi un centrimetro di fronte al primo, l'altro fa a sua volta due centimetri, poi io un altro finché non diventa verde.

In questo contesto, tralaltro, è possibile passare davanti all'auto/moto che ha sconfinato, per mettere in evidenza che sta troppo avanti, e chi passa dietro si prendere un po' più di inquinamento. Questo avviene praticamente sempre visto che a Roma per ogni incrocio c'è la ripetizione del semaforo, e mettersi dietro la striscia potrebbe far perdere dai 2 ai 5 secondi. Anche qui, per i più audaci, è possibile scavalcare alla Allen Iverson (n. 8) la ruota anteriore del motorino "d'avanguardia".

Un'ultima cosa che possiamo fare noi è avere un comportamento ineccepibile da ogni punto di vista, a cominciare dal non attraversare col rosso neanche a piedi. Se passa il principio che se c'è spazio passo, poi sarò pronto a farlo anche in bicicletta, in moto e in auto. Lotta come se stessi a Roma, vivi come se stessi a Helsinki.

Più che altro, il nostro buon comportamento può essere da vago esempio quanto meno per la fascia, seppur piccola, dei recuperabili, ma gli effetti "imitativi" possono avere risvolti imprevedibili, alle volte. Inoltre è direttamente un vantaggio per la collettività, in termini di inquinamento eccetera. E' il principio base della massa critica.

A proposito delle strisce pedonali, un altro consiglio è quello di aspettare di attraversare sul marciapiede, nel senso di non doversi adattare a quella che è diventata la linea della strada, cioè la strada, perché l'incrocio è già invaso dalle auto, ma aspettare comunque lì (non cambia niente in termini di tempo), proprio per mettere in evidenza l'anomalia.

Allo stesso modo, non dobbiamo adattarci noi a fare delle deviazioni, per esempio camminando in mezzo alla strada perché il marciapiede non è raggiungibile, ma cercare comunque di compiere la via fisiologica, per non mostrare come "normale" il camminare in mezzo alla strada. Questo sempre a livello inconscio e rivolto ai recuperabili.

Vedi anche: Che fare (mezzi pubblici e sensibilizzazione) e Che fare (amministrazione)

1 comment:

Anonymous said...

Sono tutte ovvietà, ed il vero sconforto è vedere che, oramai, sono cose"impensabili"...

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